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Agricoltura e alimentazione: s’afferma il modello australiano

25/01/2012 | Esplorando
Andiamo a curiosare ...in Australia! Proposte enologiche e culinarie interessanti

Si chiama “Melbourne Food & Wine Festival” ed è diventato uno degli appuntamenti internazionali più importanti per discutere di produzioni, cibo e ambiente.

La prossima edizione di svolgerà dal 2 al 21 marzo 2012 e nella città australiana c’è grande attesa in vista dei venti giorni più intensi e indimenticabili del panorama enogastronomico internazionale. I visitatori della città preparano le papille gustative e gli chef internazionali lucidano le loro stelle Michelin. Si tratta, infatti, del 20° anniversario del Festival, che prevede 300 eventi tra Melbourne e Victoria. Melbourne è senza dubbio la meta preferita dell’Australia quando si tratta di enogastronomia.

Come conferma la fedeltà di nomi internazionali. Anthony Bourdain, uno dei più noti cuochi internazionali, sottolinea che preferisce mangiare a Melbourne piuttosto che a Parigi, mentre la collega australiana Jill Dupleix ricorda che “ogni Paese ha una grande città che ne è il centro per eccellenza della cucina, la sua ‘pancia’: in Francia, è Lione, in Italia, è Bologna, in Australia, è Melbourne”. L’Australia è sempre più trend.

Diverse ricerche internazionali dimostrano come tantissimi giovani europei sognano di trasferirsi nel Paese dei canguri. Una nazione con un’anima fortemente agricola. Che non rinnega. Anzi, i celebri “farmers’ markets” rappresentano uno dei fiori dei più “profumati” all’occhiello dello Stato di Vittoria, sede di 90 dei 150 mercati degli agricoltori (farmers’ markets) dell’Australia, a dimostrazione della grande accessibilità di ottimi ingredienti e il continuo impegno del settore all’utilizzo di prodotti locali in un passaggio diretto, dall’allevamento al piatto di portata.

Poi c’è il vino, in straordinaria crescita. Il 2010 è stato un anno eccezionale. I vini di questa annata continueranno ad essere distribuiti da ora fino a marzo 2012. Vini rosè in stile francese, come lo Stonier del 2010, e il prosecco dei monovitigni di della King Valley sono bevande estive sempre più popolari. In più, la regione vinicola di Rutherglen, a nord-est di Melbourne, offre regali unici al mondo, come il Muscat liquoroso e tipi di vino Tokay, che si trovano soltanto in questa piccola area di Australia. Sidro biologico e birra di malto provenienti dalle regioni di Yarra Valley (White Rabbit, Hargreaves Hill, Coldstream Brewery) e dalla penisola Mornington (Red Hill Brewery, Mornington Peninsula Brewery, True South) costituiscono altre specialità locali. Numerosi le visite e i percorsi guidati alla scoperta del crescente numero di micro-birrerie e produttori di sidro locali.

Tra i tour più suggestivi, Aussie Brewery Tours e Yarra Valley Cider e Ale Trail, da percorrere con la propria auto. Poi c’è l’America, naturalmente. La cultura anglosassone. Ecco, allora, il “Food truck”, una recentissima tendenza, cioè caratteristici autocarri del cibo, evoluzione dei tipici paninari: “Gumbo Kitchen” è il nuovo camion gourmet in città, ma anche “Beatbox Kitchen”, “Taco truck”, “Le Sausage” vanno forte. Si possono trovare negli eclettici quartieri a nord di Melbourne, Northcote e Brunswick. In fondo anche i cocktail pre-proibizionismo fanno la storia di luoghi lontani nella fisicità e nella mente, con una serie di nuovi bar in stile “clandestino” come “The Everleigh”, “Eau da vie”, “Waiting Room”, “Der Raum”, “The Attic” (sopra Black Pearl, Fitzroy) e “Chez Regine”, per celebrare i cocktail vecchio stile. “Dude snack” è invece lo spuntino informale nato negli Stati Uniti che ha preso piede in alcuni dei migliori ristoranti di Melbourne. Gli esempi includono il “Ha Noi-style rice paper roll” a Coda, il roll di aragosta al “Golden Fields”, gli snackburger del “St Katherine’s” e po’boy di ostrica al “Huxtable”.

Condividere diversi piatti e pietanze in ristoranti come “St Katherine’s”, “Spice Temple”, “Chin Chin” e “Mamasita” è maggiormente in voga rispetto al tradizionale menù a piatto unico. Così perdono terreno i pranzi formali con tovaglie bianche, per dare maggior spazio a texture organiche, colori e decori, come al “Cumulus Inc.”, “Bistro Guillaume” e al meraviglioso “Merchant of Venice” di Guy Grossi.

Quest’ultimo, nato da genitori immigrati dall’Italia (madre veneta e padre pugliese), è uno degli chef australiani di maggior successo e proprietario dei “Grossi Restaurants”. Nel 1996 Grossi ricevette il prestigioso premio “L’insegna del ristorante italiano”, dall’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, in riconoscimento del suo contributo alla cucina italiana all’estero.

Poi c’è lo stile francese impersonato dai “Canalè”. Potrebbero questi piccoli dolci in stile parigino essere i prossimi Macarons? Stanno spuntando nei mercati agricoli intorno a Victoria come pure in alcune delle migliori coffee house in città, tra cui anche nel nuovo arrivato “De Clieu”, a Fitzroy. O forse sarà la “Whoopie Pie” americana ad essere il prossimo dolce mania nel 2012?

Melbourne, insomma, si caratterizza per la straordinaria convivenza di culture differenti che si avverte in ogni angolo della città. La combinazione di architettura antica e moderna insieme alla presenza di negozi alla moda, dei migliori ristoranti del continente, di un sistema di mezzi pubblici eccellente e di un variegato calendario di eventi rendono Melbourne una delle città più vivibili e innovative in cui vivere. Oltre Melbourne, l’intera regione del Victoria racchiude numerosi luoghi d’interesse per visitatori di tutto il mondo: dalla spettacolare Great Ocean Road a Philip Island – l’isola dei pinguini – e dalla regione dei vini a ben 36 parchi nazionali. Il tutto facilmente raggiungibile da Melbourne grazie alle dimensioni compatte della regione – la parte più difficile è scegliere da dove iniziare.