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Alba, agricoltura sociale in carcere

18/12/2017 | Realtà locali
Sabato si è tenuto ad Alba il convegno “Il lavoro dentro… Dentro al lavoro”

L’evento, che ha visto tra i promotori il Consorzio di Cooperative Sociali - Compagnia di Iniziative Sociali CIS, la Città di Alba, i Garanti regionale e comunale delle persone private della libertà personale e Syngenta, azienda leader in agricoltura a livello globale, ha come obiettivo primario quello di creare un momento di discussione e confronto tra le istituzioni politiche nazionali, quelle locali, enti del Terzo Settore e le realtà che operano nel settore d’interesse, sul tema del recupero sociale e professionale dei detenuti e sul ruolo che l’agricoltura può svolgere in questo processo riabilitativo, grazie alla legge sull’Agricoltura Sociale promossa dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Tra le istituzioni presenti in occasione del convegno anche il Viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero. I punti cardine del confronto discussi tra i relatori sono stai l'importanza del reinserimento sociale dei detenuti e le opportunità offerte dalla legge dell'agricoltura sociale, coinvolgendo nel dibattito non solo le istituzioni, ma anche le associazioni e gli imprenditori agricoli del territorio per comprendere opportunità, limitazioni e bisogni che permettano una multifunzionale applicazione della legge.

Per l’occasione sono stati coinvolti vari enti che operano nel settore, chiamati a presentare i loro migliori progetti rieducativi, sviluppati in questi anni in Piemonte e tradotti nel tempo in esperienze di particolare successo. Tra i casi di maggiore rilievo in ambito di Agricoltura sociale è stato discusso Valelapena, ambizioso progetto nato nel 2006 che vede la collaborazione tra Syngenta,il Ministero della Giustizia, la Casa di Reclusione d’Alba, l’Istituto Enologico d’Alba e i Comuni di Alba e Bra per sostenere il recupero dei detenuti della casa circondariale di Alba attraverso una formazione specifica e l’impiego diretto e concreto in un vigneto situato all’interno del carcere stesso. Ogni anno il progetto coinvolge 15 detenuti che, all’interno dell’istituto penitenziario, seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo e coltivano vitigni di nebbiolo, barbera, dolcetto e cortese. Alla vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura provvede l’Istituto Enologico Umberto I di Alba per una produzione annua di 1.400 bottiglie. Attraverso la qualifica professionale e l’attività svolta nel vigneto, gli ospiti della Casa di Reclusione hanno la possibilità di maturare le competenze e l’esperienza necessarie per trovare impiego presso le aziende vitivinicole della zona una volta scontata la pena. Syngenta mette a disposizione i prodotti, le competenze e le risorse necessarie per una corretta e completa protezione del vigneto.

Il Viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero ha affermato: “Sono lieto di dare il mio contributo a questo ’evento dedicato all’Agricoltura Sociale e al progetto Valelapena perché credo fortemente che possa rappresentare un esempio per altre realtà e un’occasione concreta di riscatto e vera e propria rinascita per i detenuti. Ho sostenuto fortemente la legge sull’Agricoltura sociale e  intendo continuare a promuovere con impegno ogni iniziativa di welfare che possa portare integrazione tra agricoltura, etica e legalità".

Elena Saglietti, Presidente del Consorzio di Cooperative Sociali CIS commenta: “Il convegno del 16 dicembre rappresenta un'occasione per creare delle importanti relazioni tra il mondo delle imprese profit e quelle del privato sociale impegnate in progetti di reinserimento delle persone detenute. Proprio il tema dell'agricoltura sociale può rappresentare un terreno di interessanti sinergie e collaborazioni.”

Giuseppina Piscioneri, Direttrice della Casa di Reclusione di Alba aggiunge: “L’obiettivo primario dei progetti di Agricoltura sociale come Valelapena è offrire ai detenuti una professionalità di cui potranno beneficiare al termine della reclusione. In questo modo infatti si concretizza il processo di reinserimento sociale del detenuto, che avrà tutto il know-how necessario per rientrare a pieno nel contesto della comunità locale e alle opportunità offerte dal tessuto produttivo del territorio.”

Cristina Marchetti, Responsabile Regulatory&Corporate Affairs di Syngenta Italia commenta: “La nostra azienda, totalmente dedicata all’agricoltura e da sempre attenta ai risvolti sociali del settore, attraverso il progetto Valelapena vuole sensibilizzare l'opinione pubblica locale e le Istituzioni sul ruolo fondamentale dell’agricoltura non solo per la nostra economia ma anche per il tessuto sociale. La legge nazionale sull’Agricoltura Sociale rappresenta un’occasione unica per dare continuità a questa esperienza”.

Il convegno “Il lavoro dentro… Dentro al lavoro” nasce dalla collaborazione di numerose Enti e aziende impegnate nel settore sul territorio. Capofila del progetto è infatti il Consorzio di Cooperative Sociali - Compagnia di Iniziative Sociali CIS, e vede come partner la Città di Alba, i Garanti regionale e comunale delle persone private della libertà personale, l'Associazione Arcobaleno, la Casa di Reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba, Syngenta, l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, il Mercato della Terra “Italo Seletto Onlus” di Alba e la Consulta comunale del Volontariato. Il progetto ha inoltre ricevuto il contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.