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Cambio di gestione per le fascette dei vini doc e docg

25/05/2011 | Normativa
La gestione delle fascette statali identificative dei vini a denominazione d’origine da applicare sulle bottiglie cambia completamente con effetto immediato.

La gestione delle fascette statali identificative dei vini a denominazione d’origine da applicare sulle bottiglie cambia completamente con effetto immediato. Infatti dette fascette, verranno rilasciate dalle strutture di controllo delle singole denominazioni a partire dalla Campagna 2011/2012. Un decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha infatti stabilito che le Camere di commercio non dovranno svolgere più questa funzione che viene affidata alle strutture di controllo delle singole denominazioni a partire dalla campagna di commercializzazione in corso.

Qualora i Consorzi di tutela richiedano di essere delegati per la gestione, il ritiro e la distribuzione delle fascette, le Strutture di controllo possono stipulare apposita convenzione con i Consorzi stessi. Tale convenzione deve essere approvata dall’ICQRF contestualmente al piano dei controlli. Nel caso in cui la struttura di controllo non intenda aderire alla richiesta avanzata dal consorzio di tutela dovrà motivare tale decisione, inoltrando all’ICQRF apposita relazione esplicativa delle motivazioni addotte. La responsabilità della gestione, del ritiro e della distribuzione delle fascette compete quindi alle Strutture di controllo o ai consorzi di tutela eventualmente delegati in ordine agli accordi stabiliti dalla apposita convenzione. I contrassegni dovranno essere richiesti sempre dalle strutture di controllo al Ministero dell’economia e delle finanze entro il 15 marzo di ogni anno e per la prima annata di applicazione del nuovo sistema, 2011-2012, entro il 15 giugno del corrente anno. Le nuove etichette quindi, saranno in distribuzione dal 1° ottobre 2011 ma nel frattempo verranno ancora utilizzate quelle vecchie che erano distribuite dalle Camere di Commercio.

Il decreto ministeriale prevede comunque che le Camere di Commercio consegnino immediatamente tutte le rimanenze di etichette in loro possesso alle strutture di controllo delle singole denominazioni, che inizieranno subito la distribuzione delle vecchie etichette sino ad esaurimento delle stesse. Le fascette saranno stampate dal poligrafico dello Stato con spese a carico delle singole strutture di controllo che provvederanno poi ad addebitarle ai produttori in ragione delle quantità imbottigliate ed etichettate.

La fascetta contiene le seguenti indicazioni, stampate in colore nettamente risaltante sul fondo:

a) l'emblema dello Stato;

b) la dicitura «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali»;

c) la sigla «D.O.C.G.» o «D.O.C.», a seconda delle produzioni di cui trattasi;

d) il numero progressivo e la serie alfanumerica;

e) il volume nominale del prodotto contenuto nel recipiente espresso in litri.

La fascetta, può essere integrata, dal nome della denominazione o dall'eventuale «logo», purché previsto nel relativo disciplinare di produzione. La fascetta e' applicata sui sistemi di chiusura dei recipienti in modo tale da impedirne la riutilizzazione. E le indicazioni in essa riportate, devono essere interamente leggibili una volta che la fascetta sia stata applicata sui recipienti.

Sia le Strutture di controllo che i consorzi di tutela devono tenere una contabilità di magazzino aggiornata con i dati delle fascette assegnate agli imbottigliatori i quali a loro volta devono ottemperare ad alcune prescrizioni. In particolare per ciascuna partita di vino a D.O. certificata, è ammesso uno scarto massimo dell’1,5 per cento tra quantità di fascette ritirate e le quantità di confezioni realizzate. Nel caso in cui, per ragioni oggettive e documentabili, lo scarto superi il limite dell’1,5 per cento, l'imbottigliatore deve, entro 24 ore dall'accertamento del fatto, darne comunicazione scritta al Ufficio periferico ICQRF territorialmente competente e alla Struttura di controllo autorizzata, indicando la causa del deterioramento, i quantitativi di fascette deteriorate, la serie e la numerazione.

In tal caso l’Ufficio periferico dell’ICQRF, esperiti gli accertamenti occorrenti per verificare le cause dello scarto autorizza la Struttura di controllo a consegnare altre fascette in sostituzione di quelle oggetto di scarto. In caso di furto delle fascette, la ditta imbottigliatrice deve, entro 24 ore dall'accertamento del fatto, sporgere denuncia all'Autorità di pubblica sicurezza ed inviare copia della denuncia all'Ufficio periferico competente per territorio dell’ICQRF e al Ministero dell’economia. E’ anche fatto divieto ai soggetti imbottigliatori di vendere, cedere o distribuire i contrassegni a fronte di vendite, cessioni o qualsiasi altra transazione allo stato sfuso di partite di vini, siano essi a D.O. od atti a divenire a D.O.

DOVE E COME LA FASCETTA

1. Il confezionamento, dei vini a D.O.C.G. destinati all'immissione al consumo comporta l'obbligo dell'uso della «fascetta».

2. La fascetta e' utilizzata anche per il confezionamento dei vini D.O.C. in quanto per tali vini, in alternativa, è consentito l'utilizzo del numero di lotto ttribuito alla partita certificata dalla ditta imbottigliatrice e comunicato dalla medesima ditta alla struttura autorizzata al controllo.

3. Limitatamente ai casi di confezionamento di vini a D.O.C. in contenitori alternativi al vetro, l’ICQRF consente, su proposta del Consorzio di tutela riconosciuto o, in sua assenza, della filiera vitivinicola rappresentativa, sentita la Regione l’utilizzo del numero di lotto.

4. Per il confezionamento di vini a D.O.C.G. e a D.O.C. nelle tipologie liquorosi e/o aromatizzati con l’apposizione del contrassegno fiscale di cui al decreto ministeriale 10 ottobre 2003, n. 322, si ritengono assolti gli obblighi relativi all’apposizione della fascetta.

5. Su proposta del Consorzio di tutela delle singole D.O.C., potrà essere stabilita l’obbligatorietà dell’uso della fascetta anche per il confezionamento dei prodotti in contenitori alternativi al vetro.