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Centinaia di delfini morti nei mari peruviani: inizia la fine del 2012?

08/05/2012 | Ambiente
Un fenomeno che ancora non ha una spiegazione scientifica e si tinge di giallo.

La strage di delfini nei mari del Perù potrebbe essere l’inizio dell’apocalisse del 2012 di cui alla famosa profezia dei maya. Le organizzazioni non governative peruviane è da tempo che avvertono che la moria di cetacei e uccelli marini, non si arresta e dopo aver investito le coste a nord del Perù, arriva anche sul litorale di Lima, dove nelle ultime ore sono stati trovati una decina di pellicani morti ed un leone di mare in stato di decomposizione.

Numeri che si aggiungono ad un tragico bilancio, per un fenomeno che ancora non ha una spiegazione scientifica e si tinge di giallo. Anche il Ministero della salute peruviano ha emesso un allerta sanitaria, invitando ad evitare le spiagge dove sono state rinvenute le carcasse e a non consumare pesce crudo. Se per l'esecutivo di Hollanta Umala da febbraio ad ora sono circa 900 i delfini e 538 i pellicani morti, i dati che vengono diffusi dalle organizzazioni non governative (Ngo) sono ancora più allarmanti, con un saldo di circa 3000 delfini e 1200 pellicani deceduti.

L'area della strage (prima dei ritrovamenti di Lima) era sempre stata circoscritta ai 160 chilometri di costa tra Punta Negra, nell'area di Piuna e San José, regione di Lambayeque. Al momento nessuno è in grado di indicare con precisione le cause di questa strage per cui fioriscono anche le leggende Maya sulla fine del mondo.

Tra le ipotesi più reali vi è quella che attribuisce la causa alle esplorazioni petrolifere nel vicino specchio di mare, mentre fonti governative avevano scartato l'ipotesi, ritenendo piuttosto che l'agente scatenante fosse il "morbillivirus" (virus che colpisce anche le specie canine).

Le ultime informazioni che arrivano dall'Istituto del mare peruviano (Imarpe), però se da un lato sembrano escludere il "morbillivirus", dall'altro danno l'idea di un indagine ancora in alto mare, con i test tutti da rifare. E l'unico punto fermo che emerge, è che gli animali morti avevano un sistema immunitario molto indebolito. Così, come accade ogni volta in cui non si riesce a dare una spiegazione scientifica immediata, si moltiplicano le speculazioni di ogni genere: dalla mancanza di nutrimento dovuto alla diminuzione dei banchi di acciughe, alla contaminazione da pesticidi agricoli (alcune taniche vuote sono state trovate sulle spiagge), al cambiamento del polo magnetico terrestre che disorienterebbe gli animali.