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Intenzioni di semina, cereali svantaggiati

05/03/2014 | Agricoltura
Si prevede un decremento generale delle quantità di cereali e barbabietole prodotte

Le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori, relative all’annata agraria 2013-2014, fanno registrare decrementi generalizzati delle superfici destinate alla coltivazione dei cereali, con l’eccezione del frumento duro (+0,1%).

Le flessioni interessano frumento tenero (-2,5%), orzo (-0,3%), avena (-10%), mais da granella (-3,1), sorgo (-9,6%), riso (-4,6%) e “altri cereali” (-1,5%). I semi oleosi registrano un decremento complessivo delle superfici investite a girasole (-3%) e soia (-2,4%), e un aumento per colza e ravizzone (+3,9%). Le ortive registrano un aumento delle superfici investite a pomodoro (+1,7%) e a legumi freschi (+1%), a fronte di una diminuzione del 2,9% per le “altre ortive”.

Per le leguminose da granella, si prevede una lieve diminuzione di le superfici investite a foraggere temporanee: – 0,8% per il mais da foraggio e -1% per le “altre foraggere temporanee”. Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-2,2%) e del tabacco (-3,8%).

Per l’annata agraria 2013/2014 è previsto un aumento dell’1,9% delle superfici investite a colture floreali e del 2,1% per la barbababietola da zucchero. nSignificativo l’aumento delle superfici dichiarate a riposo (+18,7%), legato principalmente alla rotazione agronomica pluriennale e, in misura minore, all’incertezza sull’andamento del mercato e/o alla scarsa remunerazione dell’attività; a questa ultima valutazione concorrono anche le previsioni in tema di applicazione della recente riforma della Politica Agricola Comune (PAC).

Superfici a cereali in flessione in tutte le ripartizioni Sotto il profilo territoriale, per le superfici a cereali, le intenzioni di semina indicano flessioni in tutte le ripartizioni geografiche per frumento tenero (-0,1% nel Nord-ovest, -6,6% nel Nord-est, -3,9% nel Centro e -2,6% nel Sud e Isole), mais da granella (rispettivamente -1,5%, -8,2%, -0,8% e -0,6%) e riso (rispettivamente -5,2%, -1,2%, -1,4% e -0,1%).

L’avena registra diminuzioni delle superfici investite nelle regioni nord-occidentali (-7,3%) e meridionali (-13,2%) e un lieve incremento nelle regioni del Nord-est (+0,6%). Anche per il sorgo si registrano decrementi in tutte le ripartizioni geografiche, a eccezione delle regioni del Centro (+3,9%). Per l’orzo, a fronte di flessioni nelle regioni del Centro-Sud, si registrano aumenti nelle due ripartizioni del Nord (rispettivamente +1,0% e +2,9%). Degno di nota il notevole incremento per il frumento duro nel Nord-est (+6,7%)

Le dinamiche delle superfici investite assumono valori positivi o negativi molto più consistenti per le colture oleaginose e per quelle ortive. Nel caso delle oleaginose, a fronte delle flessioni nazionali sopra citate, gli agricoltori manifestano intenzioni di ritiro delle superfici investite, nell’annata agraria 2013-2014, per il girasole in tutte le regioni ed in particolare in quelle del Centro (-3,2%) e del Sud (-3,3%).

Anche per la soia, il calo a livello nazionale del 2,4% deriva da una diminuzione generalizzata in tutte le regioni, in particolare in quelle centrali e meridionali (rispettivamente, -19,9% e -9,1%). Per la colza e il ravizzone, l’aumento delle superfici a livello nazionale è invece il saldo tra le flessioni nelle regioni nord-occidentali (-15,9%) e meridionali (-3,6%) e gli incrementi nel Nord-est (+7%) e nel Centro (+13,3%).

Nell’ambito delle foraggere temporanee, la diminuzione delle superfici a mais nelle regioni settentrionali (-3,0% nel Nord- ovest e -2,4% nel Nord-est) è solo in parte compensata dagli aumenti nel resto dell’Italia (+8,5% nel Centro e +1,0% nel Mezzogiorno). Salvo che per l’aumento nel Nord-est (+3,7%), le superfici a barbabietola da zucchero sono segnalate in diminuzione in tutte le altre ripartizioni geografiche, e in particolare nel Centro (-3,3%). Da segnalare le diminuzioni delle superfici a pomodoro nelle regioni nord-occidentali (-5,4%) e meridionali (-2,5%), a cui fanno riscontro gli incrementi del 7,7% nel Nord-est e del 7,3% nelle regioni centrali.

Ancora in crescita i terreni a riposo Nell’annata agraria 2013-2014 è previsto, rispetto a quella precedente, un ulteriore aumento del 18,7% delle superfici a riposo. L’aumento interessa tutte le regioni in misura più o meno marcata. Nel dettaglio, i terreni a riposo sono indicati in crescita del 4,6% nel Nord-ovest, del 9,7% nel Nord-est, dell’11,1% nel Centro e del 26,9% nel Sud e Isole. Con riferimento alle motivazioni che indurrebbero gli agricoltori a ritirare dalla produzione i propri terreni quasi totalità degli agricoltori, potendo indicare più di una motivazione (rotazione agronomica pluriennale, problematiche di mercato, altre motivazioni), ha dichiarato come prevalente la rotazione agronomica (48,7%), mentre le problematiche di mercato (incertezza sull’andamento del mercato e/o scarsa remunerazione dell’attività, costi e prezzi di alcune coltivazioni) interessano il 33,5% degli agricoltori.

Tra gli “Altri motivi” (17,5%) prevalgono quelli legati alle condizioni atmosferiche avverse e alla difficoltà di raggiungimento di alcuni terreni. Va sottolineato anche che il 2,7% degli agricoltori intenzionati alla messa a riposo dei propri terreni non ha indicato di avere una motivazione specifica. Tra le lavorazioni che gli agricoltori intendono effettuare sui terreni a riposo nell’annata agraria 2013-2014, il 17,5% dichiara che praticherà le lavorazioni pesanti (aratura, ripuntatura, erpicatura), il 55,4% le lavorazioni leggere (trinciatura, falciatura, bruciatura stoppie, paglie e residui colturali) e una parte esigua (1,2%) quelle mirate all’efficienza dell’effetto drenante (per proteggere il suolo dall’erosione e dai dilavamenti). Nell’1,8% dei casi verranno effettuati “altri tipi di lavorazione” mirati a conservare la fertilità e il potenziale produttivo dei terreni. Infine, quasi un terzo degli agricoltori (29,7%) dichiara di non avere intenzione di effettuare alcun tipo di lavorazione.