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Europa, il 2014 sarà un anno cruciale

07/01/2014 | Oltrefrontiera
L'anno si apre con le Presidenza greca dell'Unione

Il 2014 europeo vedrà il rinnovo di tutte le istituzioni e si apre subito con tre test chiave per quello che sarà il tono dei mesi a venire. Il primo gennaio, infatti, segna il via alla presidenza greca dell'Ue, con Atene in cerca di riscatto dopo i salvataggi europei, ma anche l'ingresso della Lettonia nell'euro e la libera circolazione dei lavoratori bulgari e romeni in tutti i paesi Ue.

La Grecia, tuttora sorvegliata speciale della Troika, punta sul semestre di presidenza per ridare credibilità al paese, chiudere prima delle elezioni europee i dossier Ue ancora aperti tra cui l'Unione bancaria, e riuscire ad intascare successi politici sui temi che le stanno a cuore, dalle politiche per crescita e occupazione a immigrazione e strategia marittima. Il governo guidato da Antonis Samaras continua infatti a perdere consensi, tanto che molti prevedono elezioni anticipate a ottobre, e alcuni già a maggio in tandem con amministrative ed europee. Il premier non ha quindi diritto all'errore: una buona presidenza Ue potrebbe stabilizzare la situazione politica e togliere voce ai partiti anti-Europa sia di estrema sinistra che destra, come Syriza e Alba Dorata che i sondaggi danno in testa. ''Sarà una presidenza di speranza, la speranza di più Europa e di un'Europa migliore'', ha detto Samaras a Bruxelles. Intanto, sarà una delle presidenze più ''spartane'': il quinto semestre Ue guidato da Atene vedrà un budget massimo di 50 milioni di euro per circa 140 riunioni che si terranno tutte, all'insegna del 'low cost', ad Atene e nello stesso edificio.

Niente omaggi per le delegazioni, solo block notes e penne, mentre a gestire i lavori saranno 130 funzionari del ministero degli esteri. Ma austerità e riforme pagano: ''esempio modello'' additato dal presidente della Bce Mario Draghi ai paesi in difficoltà, la Lettonia che, contestualmente al passaggio delle consegne tra Lituania e Grecia, farà l'agognato ingresso nell'euro diventandone il 18esimo paese, quando molti chiedono di uscirne. Premio o punizione, si vedrà nei prossimi mesi: la popolazione teme l'aumento di inflazione e disoccupazione, ed è sempre stata contraria all'euro.

Anche perchè, davanti alla peggiore recessione al mondo con un crollo del pil del 25% tra 2008 e 2009, il programma lacrime e sangue con prestiti Ue-Fmi messo in piedi dal premier Valdis Dombrovskis è stato ancora più draconiano, avendo come obiettivo l'ingresso nella moneta unica dal primo gennaio 2014. Ora, però, Riga è il paese con la crescita Ue più forte, prevista oltre il 4% per l'anno a venire. Altro banco di prova e di impatto sulle elezioni di fine maggio, la fine al 31 dicembre delle limitazioni alla libera circolazione dei lavoratori di Romania e Bulgaria, ancora in vigore in 7 paesi tra cui Francia, Gran Bretagna, Austria, Germania e Olanda.

Lo spauracchio del 'turismo del welfare' è da mesi uno dei cavalli di battaglia del governo britannico, che vuole una modifica in senso restrittivo delle regole Ue. A cavalcare queste inquietudini anche i comuni e i conservatori tedeschi, arrivati a chiedere il blocco degli assegni familiari. Bruxelles ha finora dimostrato la non-esistenza del fenomeno. In Italia le limitazioni sono cadute due anni fa.