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Psr, soldi spesi male per la Corte dei Conti Europea

19/09/2013 | Agricoltura
Fondi della diversificazione dell'economia rurale conseguono solo in misura limitata il rapporto costi-benefici ottimale

Spese sostenute in base alla quantità di domande e non, come sarebbe stato corretto, in coerenza con gli obiettivi generali, progetti selezionati più in base all'esigenza di spendere i fondi che all'efficacia delle azioni proposte, finanziamenti a pioggia quando ci sono i finanziamenti, nulla di nulla se il danaro si esaurisce.

La Corte dei Conti europea ha esaminato un campione di sei Programmi di sviluppo rurale in tutta Europa (quello della Campania per l'Italia) e la bocciatura, così come il giudizio, è inequivocabile: «i fondi della diversificazione dell'economia rurale conseguono solo in misura limitata un rapporto costi-benefici ottimale».

L'analisi della Corte si è concentrata sull'Asse 3 (misure 311, 312 e 313) su diversificazione in attività non agricole, sviluppo del tessuto produttivo e turismo. Le conclusioni sono che gli Stati membri e la Commissione dovrebbero assegnare i fondi con più attenzione.