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Formaggi italiani nel mondo, vola l'export

14/06/2018 | Agricoltura
La mozzarella mantiene il titolo di “miss Italia” dei formaggi freschi.

L’industria lattiero-casearia guarda oltrefrontiera, dove i nostri prodotti sono ambiti, apprezzati e valorizzati. La conferma viene dai dati presentati all’assemblea annuale Assolatte da cui emerge chiaramente come il settore lattiero-caseario stia contribuendo alla diffusione e al consolidamento del “made in Italy” nel mondo.

Di segno opposto la situazione sul mercato nazionale, che ha confermato anche nel 2017 il suo stato di maturità, evidenziando segmenti dalle vendite stabili (come yogurt e formaggi) e prodotti (come il latte), che si trovano ad affrontare un forte cambiamento nella struttura dei consumi.  

Nel 2017 il lattiero-caseario è stato il terzo comparto per export del mondo alimentare italiano e ha superato i 3 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del 10% rispetto al 2016. I formaggi restano la punta di diamante dell’export lattiero-caseario italiano: le 412mila tonnellate esportate nel corso del 2017 hanno generato 2,6 miliardi di euro, ossia l’87% del valore dell’export complessivo di tutto il comparto. La mozzarella mantiene il titolo di “miss Italia” dei formaggi freschi. Anche nel corso del 2017 i mercati stranieri hanno mostrato il loro apprezzamento nei confronti di questo formaggio fresco e ne hanno assorbito il 10% in più rispetto al 2016.  

Se l’export si conferma positivo e in continua crescita, quello della Mozzarella di Bufala Campana Dop si configura come un vero e proprio boom: più del 30% della produzione è destinato a paesi quali Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Svizzera, Spagna.

Anche il latte continua la sua corsa all’export: nel 2017 abbiamo venduto all’estero 73 milioni di litri per un controvalore di 44 milioni di euro, il 30% in più rispetto al 2016. Il primo acquirente è la Libia, e, sempre più importante, è la Cina.

Per quanto riguarda il mercato italiano, nel 2017 ha rallentato ma non si è fermato il calo delle vendite di latte alimentare. Tra le cause, sicuramente gli assurdi pregiudizi figli delle fake news che hanno circolato soprattutto in rete. Ma il calo dei consumi è dovuto soprattutto ai nuovi stili di vita, che tendono a ridurre i momenti di consumo. Basti pensare alla classica colazione che si faceva un tempo a casa, dove il latte regnava sovrano, oggi sostituita spesso con un veloce cappuccino al bar.

Il latte però si è “specializzato”, adeguandosi alle nuove necessità dei consumatori. Esempio clamoroso è il latte delattosato, che in soli 3 anni è cresciuto del 38%. Complessivamente la famiglia del latte fresco + ELS ha chiuso lo scorso anno con una perdita del 3,5% a volume e del 2,0% a valore, fermandosi a 496 milioni di litri venduti nella GDO per un controvalore di 723 milioni di euro.

Analizzando le due tipologie di prodotto, però, si notano andamenti opposti. Gli acquisti domestici del latte fresco scendono a 339 milioni di litri (-5,3%) e 492 milioni di euro (-4,0%) mentre il latte a durabilità prolungata (ESL) sale a 157 milioni di litri (+0,7%) e a 231 milioni di euro (+2,6%).
Difficile il mercato dei prodotti a lunga conservazione: il latte UHT registra un -3,8% a volume e un -1,5% in valore, fermandosi a 781 milioni di litri e 684 milioni di euro. Netta crescita infine per i prodotti delattosati, che in un anno guadagnano il 5,0% a volume e il 6,8% a valore, arrivando a quota 183 milioni di litri e 257 milioni di euro. Per quanto riguarda la mozzarella, nel 2017 la produzione italiana ha raggiunto le 313.700 tonnellate per un valore complessivo di 1,7 miliardi di euro. La mozzarella di latte vaccino da tavola resta la tipologia più importante: l’anno scorso la produzione ha toccato le 163.625 tonnellate, il 3,1% in più rispetto al 2016.

Molto dinamico il segmento della mozzarella di bufala, che ha raggiunto nel 2017 le 44.950 tonnellate di produzione, in aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Sostanzialmente stabile, nel 2017, la mozzarella per pizza con 105.125 tonnellate (-0,4% sul 2016). Gli italiani confermano la passione per i formaggi a lunga stagionatura, da tavola o da grattugia, primi fra tutti il Grana Padano Dop e il Parmigiano Reggiano Dop. Nel 2017, ne hanno accresciuto dello 0,6% gli acquisti complessivi effettuati nella distribuzione moderna. In queste categorie, il Grana Padano si è confermato il formaggio più venduto (44,4%) e ha messo a segno un ulteriore aumento (+0,7%). Crescono anche gli altri formaggi duri (+10,3%) mentre il Parmigiano Reggiano ha mostrato una flessione (-4,3%).

I consumatori riconoscono i formaggi a lunga stagionatura come espressione della tradizione italiana e li ritengono un ingrediente importante e insostituibile della cucina italiana ma anche un piatto pronto, pratico e gustoso, che rappresenta una valida alternativa a carne o pesce.  Un vissuto confermato dai fatti, visto che Grana Padano e Parmigiano Reggiano risultano i prodotti lattiero-caseari con la più alta percentuale di consumatori regolari: ben 73,7 italiani su 100 dichiarano, infatti, di portarli in tavola in modo abituale e con alta frequenza.

Positive le performance 2017 anche per i principali formaggi pecorini italiani. Le vendite complessive di Pecorino Romano Dop, Pecorino Sardo Dop e Pecorino Toscano Dop sono aumentate del 2,7% su base annua. Molto dinamico è stato, in particolare, il Pecorino Romano, che ha messo a segno una crescita superiore al 12%, con punte del +13,6% per il prodotto a peso variabile. L’aumento della produzione ha generato un significativo calo dei prezzi medi di vendita (-7,4%), che non ha permesso di valorizzare appieno i pecorini italiani sia sul mercato interno che su quelli internazionali.

Infine, nel 2017, tra ipermercati, supermercati e libero servizio, le vendite di yogurt, latti fermentati e dessert sono ammontate a circa 374.800 tonnellate, in flessione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Prosegue il trend  particolarmente brillante degli acquisti di yogurt greco (+26,3% a valore), indicativo del grande apprezzamento degli italiani per questo tipo di yogurt, prodotto oggi anche nel nostro Paese.