Beta version

Crescono le frodi nel settore dell'olio extravergine

18/04/2014 | Agricoltura
La Finanza ha sequestrato oltre 300 tonnellate di olio contraffatto

Un incremento del 300% in soli 5 anni: sono le frodi alimentari nel settore oli e grassi. Sono 35 gli indagati a seguito dell’operazione Fuente, condotta dalla Guardia di Finanza di Siena e dall’Ispettorato repressione frodi (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole, che ha portato anche al sequestro di 300 tonnellate di olio extravergine d’oliva contraffatto.

Le accuse sono frode in commercio, riciclaggio merceologico e reati tributari per un valore pari a un milione e 700 mila euro: 15 perquisizioni della GdF sono state condotte in importanti aziende della Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Puglia. Il sistema messo in piedi dalle aziende ha permesso la commercializzazione di olio extravergine d’oliva prodotto all’estero e spacciato per italiano: scarsa qualità delle materie prima, miscelazione illecite non rilevabili dalle analisi ufficiali, per ricollocarlo sui mercati di casa nostra.

In particolare l’inchiesta parla di oli deodorati, cioè prodotti sottoposti a trattamenti di raffinazione industriale, non consentiti dalle norme che stabiliscono gli standard di produzione per l’olio extravergine di oliva. L’obiettivo del processo è quello di eliminare completamente odori e sapori sgradevoli derivanti dalle materie prime scadenti, per rendere il prodotto simile all’originale. Secondo fonti vicine all’inchiesta delle Fiamme gialle, l’olio deodorato verrebbe dalla Spagna: le aziende italiane coinvolte sarebbero 6 o 7, concentrate soprattutto in Toscana.

Ma la Guardia di Finanza ha già annunciato ulteriori controlli nelle regioni limitrofe. Nel corso del 2013, i Nas hanno eseguito sequestri per 8,4 milioni di euro solo nel settore oli e grassi: in un terzo dei quasi 40 mila controlli eseguiti, sono state rilevate irregolarità o illeciti.