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Frutta e verdura costano di più

01/06/2017 | Agricoltura
In maggio prezzi crescenti e produzione in negativo

Aumentano quasi del 10% i prezzi della frutta e del 7,4% dei vegetali freschi rispetto al maggio 2016. Si tratta dell’effetto di una pazza primavera segnata dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccità e gelate fuori stagione. Emerge da una analisi dei dati Istat sull’inflazione, che scende a maggio ad un valore tendenziale dell’1,4%. Ma l’attuale brusco e anticipato innalzamento delle temperature, in una stagione particolarmente siccitosa con le precipitazioni dimezzate a maggio (-51%), mette a rischio i raccolti.

L’andamento climatico anomalo non consente lo sviluppo e la maturazione regolare delle colture in una situazione di carenza idrica. Nelle campagne c’è la necessità di ricorrere all’irrigazione di soccorso a causa dello stress idrico, dopo che le precipitazioni in Italia sono risultate inferiori alla media del 40,3% ad aprile e del 52,3% anche a marzo, ma sono state carenti durante tutto l’inverno con un picco negativo a dicembre, in cui è caduto addirittura il 67% di acqua in meno sulla Penisola, secondo l’Ucea.

Una situazione agronomica che provoca la maturazione simultanea delle produzioni in campo con difficoltà ad organizzare la raccolta, e problemi di assorbimento da parte del mercato, nonostante la tendenza all’aumento dei consumi provocata dalle alte temperature. Ora l’abbassamento delle falde e lo scarso livello dei bacini preoccupano le imprese agricole che si preparano ad affrontare tre mesi bollenti.

Ampliando il discorso, possiamo dire che siamo di fronte alla conferma dei cambiamenti climatici in atto, che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana.