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Gli italiani spendono meno ma meglio per il cibo

06/10/2014 | Visioni
Nella recessione economica il consumatore si fa più selettivo

La crisi continua a farsi sentire anche a tavola e gli italiani spendono di meno per il cibo, ma spendono meglio, privilegiando la qualità. E i discount che, in quest'ottica, dovrebbero registrare una contrazione nella spesa registrano invece un'inversione di tendenza, con aumenti di fatturato. E' quanto emerge da una ricerca dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e del Centro di ricerca interuniversitario in economia del territorio (Criet), presentata all'Agricoltura Milano Festival, nell'ambito del forum 'Food marketing: un'analisi sulla relazione tra distributore e consumatore' che ha visto confrontarsi, tra gli altri, docenti universitari, Google Italia, Slow Food Italia, Coop Lombardia e Cortilia.

Nella recessione economica il consumatore si fa più selettivo ma con "comportamenti multipli". Se da una parte si va sempre alla ricerca di promozioni e offerte essendo sensibili alla leva prezzo, una fascia più ristretta ma crescente di consumatori si concentrà, invece, su scelte alimentari improntate alla qualità e alle nuove tendenze: biologico, eco-sostenibile, filiera corta, biodinamico.

Su questa fascia, spiega lo studio, la leva prezzo incide meno, prevalendo nella scelta di acquisto il "fattore qualità e in alcuni casi il fattore moda". Proprio per questo la grande distribuzione organizzata (Gdo) in Italia sta vivendo una rapida trasformazione e sta ripensando profondamente le proprie strategie dal punto di vista del marketing e delle relazioni con i clienti.

Gli hard discount dal canto loro registrano un aumento di fatturato e sembrano il format che meglio risponde alle dinamiche di mercato, con l'introduzione di servizi e di iniziative 'a valore aggiunto'. Nel contempo, emergono o rafforzano la presenza sul mercato canali distributivi alternativi (es: Slow Food, Eataly). ''Tali canali si caratterizzano per un approccio più improntato nella relazione col cliente. E con la progressiva crescita delle nicchie di consumo (biodinamico, filiera corta, sostenibile) la Gdo dovrà guardare con attenzione ai canali alternativi al proprio'' suggerisce lo studio.

"Se da una lato c'è una contrazione della domanda di prodotti alimentari che va nella direzione di una minor quantità, dall'altro sono sempre di più i consumatori che fanno acquisti più consapevoli e non solo basati sul mero criterio del prezzo", ha spiegato Marco Porcaro, CEO di Cortilia, primo mercato agricolo online, sottolineando che "i consumatori vogliono conoscere da dove arrivano i prodotti che serviranno sulle loro tavole" e vogliono "incontrare" chi le produce.