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I fiori giusti a San Valentino

31/01/2017 | Visioni
Fairtrade richiama l'attenzione sull'etica anche nei fiori

L’etica deve essere la nostra guida anche, forse si potrebbe dire soprattutto, nelle ricorrenze. Perché dietro a singoli fiori, bellissimi, possono esserci storie drammatiche di sfruttamento e perdita di identità. Da tale consapevolezza nasce il richiamo di Fairtrade per la prossima festività di San Valentino.

Sei rose, una gypsophila, due felci o due cocculus, con stelo da 50 centimetri. I fiori recisi dei bouquet certificati Fairtrade provengono da coltivazioni sostenibili: regalarli è un gesto d’amore, anche solidale.

La scelta giusta è importante in un’occasione speciale per esprimere il proprio affetto e i propri sentimenti. Un momento che può essere significativo per contribuire a un mondo più equo, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. In Kenya, la coltivazione di questi preziosi “regali” è affidata soprattutto alle donne.

I bouquet di Oserian, che in lingua masai significa "luogo di pace", sono prodotti nei pressi del Lago del Naivasha, il complesso più grande e tecnologicamente più avanzato della nazione nel settore della floricoltura. L’organizzazione, la prima ad introdurre negli anni Ottanta la coltivazione di rose in questa parte del paese, è orientata all'economia sostenibile, con iniziative a favore della riduzione dei consumi energetici e all'aumento della consapevolezza ecologica impiegando la coltura idroponica, che consente la razionalizzazione dell'acqua e dei fertilizzanti usati.

Bouquet con rose speciali per chi li acquista e li riceve, dunque, vista la provenienza da un territorio rispettato e grazie al prezzo equo e stabile, dato agli agricoltori e ai lavoratori del paese di produzione, e a un margine aggiuntivo da investire in progetti sociali e sanitari per le comunità di appartenenza.

Un’idea terribilmente “giusta” per San Valentino!