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Il fornello migliore funziona col cuore

27/12/2017 | Realtà locali
Dolomiti Energia offre la possibilità di attivare un nuovo “contratto solidale”,

Il MUSE Museo delle Scienze di Trento e Dolomiti Energia lanciano un nuovo progetto a sostegno della popolazione della Valle del Kilombero in Tanzania, dove il MUSE ha da più di 10 anni una stazione permanente di ricerca e monitoraggio ecologico e l’associazione Mazingira svolge attività di sensibilizzazione ambientale e progetti di cooperazione internazionale con la popolazione, le famiglie e le scuole. Grazie a TanzaMia - l’offerta per la fornitura di energia e gas per le famiglie che avrà validità nazionale e permetterà a quanti aderiranno di avere uno sconto in bolletta e di usufruire della fornitura di energia elettrica pulita prodotta solo da fonti rinnovabili - per ogni contratto attivato e per ogni anno di durata della fornitura, Dolomiti Energia donerà 10 euro per alimentare un fondo destinato a fornire alle popolazioni della Tanzania un fornello ad alta efficienza energetica. Questo permetterà di migliorare le condizioni sanitarie delle abitazioni, dare più tempo alle donne per dedicarsi a occupazioni differenti da quelle domestiche – come ad esempio attività di apprendimento e miglioramento culturale, con riflessi sull’educazione di tutto il nucleo familiare - ed evitare infine il disboscamento. Perché salvaguardare l’ambiente è l’obiettivo di tutti.

Le ricerche e la promozione culturale che il MUSE svolge presso la stazione sui Monti Udzungwa è importante e strategica sotto molti punti di vista -  spiega il Presidente del MUSE Marco Andreatta - anche attraverso la collaborazione con Mazingira, che permette di sensibilizzare la popolazione sui problemi legati all’utilizzo e conservazione dell’ambiente, oggi sempre più urgenti sia dal punto di vista locale che globale. Il progetto TanzaMia, finanziato da Dolomiti Energia, ci ha subito trovati entusiasti e pronti a collaborare. I nostri ricercatori constatano quotidianamente sia il degrado di molti ecosistemi sia le condizioni pericolose di alcune pratiche domestiche. La tecnologia dei fornelletti proposti dal progetto, semplice e facile da utilizzare, è un piccolo ma significativo passo per arrestare il degrado ambientale e migliorare le condizioni di vita della popolazione.

APPROFONDIMENTO

Il 98% della popolazione rurale, in Tanzania, utilizza la legna da ardere come fonte primaria di energia. Questo sfruttamento porta alla deforestazione di circa 250,000 ettari ogni anno. Un caso paradigmatico di tale situazione si ha nella Valle del Kilombero, ai piedi dei Monti Udzungwa, le cui fertili piane alluvionali dalle elevate potenzialità agricole hanno attirato fin dagli anni ’70 immigranti da ogni parte del paese. La valle giace ai piedi di antichissime foreste pluviali, dove la biodiversità è fra le più alte del pianeta. Le comuni pratiche di abuso delle popolazioni locali, i cui effetti disastrosi sono documentati in altre aree della Tanzania, alterano in maniera irreversibile la foresta, causando la perdita o il malfunzionamento dei servizi ecosistemici con una conseguente ricaduta negativa sulle risorse naturali fornite: senza foreste l’area dei Monti Udzungwa si impoverirebbe di colpo, ponendo le popolazioni locali in situazioni di emergenza e vulnerabilità critiche.

Per proteggere tali foreste, nel 1992 è stato istituito il Parco Nazionale dei Monti Udzungwa. Per le comunità locali la creazione del Parco ha imposto vincoli stringenti all’accesso alle risorse forestali, in particolare la legna da ardere, reperibile in grande quantità nell’area protetta. Ciò ha immediatamente creato una situazione di emergenza, perché ha imposto l’acquisto di combustibile alternativo (fascine di legna, carbone, kerosene) il cui prezzo è salito vertiginosamente.

La spesa che una famiglia media deve affrontare a settimana è di circa € 3-5 per due fascine di legna o due secchi di carbone. Il kerosene per una settimana è ancora più costoso: circa € 3,5 sono necessari ad acquistare 3 litri di carburante utili per 7 giorni. Queste spese energetiche sono spesso insostenibili per famiglie già molto povere.

Le scarse risorse presenti all’esterno del Parco, perlopiù alberi da frutto che vengono sacrificati per fare legna, vengono utilizzate in maniera poco efficiente e non sostenibile. Il metodo più diffuso per cucinare è ancora il fuoco con tre pietre che disperde dal 50% fino al 70% del calore prodotto (Global Alliance for Clean Cookstoves) e produce grandi quantità di fumo dannose alla salute, specialmente di donne e bambini (Smith et al. 2000). Si calcola infatti che nel mondo circa 3 milioni di persone all'anno muoiano per gli effetti diretti e indiretti dei fumi domestici. Inoltre donne e bambini spendono gran parte delle loro giornate nella raccolta di legna da ardere, tempo che viene sottratto ad altre attività domestiche, al lavoro retribuito e allo studio e che compromette lo sviluppo femminile e, a cascata, quello dell'intera comunità.

Tutte le nuove tecnologie vengono prodotte localmente dalla comunità, incentivando l'economia locale e lo sviluppo sostenibile. Infatti, tecnici donna di Mazingira appositamente formate promuovono e costruiscono alcune di queste tecnologie casa per casa (forni a terra cruda, wonderbag e wonderbaskets, briquettes), mentre fabbri locali costruiscono i fornelletti in lamiera.

Ognuna di queste opzioni ha dei vantaggi importanti per la popolazione e, in particolare, per le donne che tradizionalmente si dedicano ai lavori domestici.