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Il riso italiano ad Expo

23/04/2015 | Agricoltura
Vantiamo la migliore produzione d'Europa e produciamo qualità

Il Riso Italiano non va considerato come mera commodity, ma come eccellenza del patrimonio agroalimentare che consente di preparare un piatto tipico italiano: il risotto. Un’eccellenza, pertanto, che va difesa dalle importazioni a dazio zero dai Paesi in via di sviluppo

Questo il motivo che ha portato la filiera del riso italiano a partecipare compatta ad Expo2015. 51 aziende risiere saranno presenti per illustrare la storia, il saper fare, la ricerca, le ricette gastronomiche ed il futuro del riso italiano. 

Si tratta di una filiera che produce 1 milione e 400 mila tonnellate di riso greggio dal quale si ottiene 1 milione di tonnellate di riso lavorato, con un fatturato rispettivamente di 500 milioni e di 1,5 miliardi di euro (dati 2014). 4.090 aziende agricole risicole, 107 aziende risiere di trasformazione e 70 aziende agricole che trasformano direttamente la propria produzione, per un totale di 10.000 addetti. In Italia si coltiva riso su una superficie di 219.000 ettari (che rappresenta il 52% dell’intera superficie coltivata a riso nell’Unione europea), esportando il 52% della produzione in Europa e l’11% fuori dell’Europa.

Sulla stessa linea d’onda Andrea Olivero, vice Ministro delle Politiche Agricole: “E’ necessaria la promozione del riso italiano, che parte dalla ricerca e dalle sementi ma deve arrivare fino alla riconoscibilità e valorizzazione del prodotto sugli scaffali dei supermercati. Il settore attraversa un momento non facile anche a causa di una competizione internazionale molto aggressiva”.

Sui vantaggi provenienti dalla partecipazione a Expo2015 è intervenuto anche Paolo Carrà, Commissario straordinario dell’Ente Nazionale Risi: “Oggi la competizione internazionale è molto forte e questo richiede alla filiera risicola italiana di confrontarsi maggiormente puntando a cercare di connotare il riso italiano. Lo spirito con il quale l’Ente Nazionale Risi ha deciso di partecipare ad Expo è da un lato quello di far conoscere ad un pubblico internazionale i valori di salubrità, versatilità del nostro riso e del piatto tipico, il risotto, e le bellezze dei territori risicoli italiani, dall’altro, spingere le aziende trasformatrici ad internazionalizzarsi ed a scoprire nuovi mercati”.

“Non è un caso che il riso italiano possa vantare un primato qualitativo nel mondo – ha spiegato Roberto Magnaghi, Direttore Generale dell’Ente Nazionale Risi – ciò dipende anche dalla ricerca scientifica svolta negli anni dal nostro Centro Ricerche sul Riso. La ricerca applicata dell’Ente Nazionale Risi  mira al miglioramento dei mezzi di produzione (acqua, concimi, antiparassitari, etc.), alla mitigazione dell’impatto ambientale delle pratiche risicole, alla valorizzazione della fertilità dei suoli ed al miglioramento della salubrità del prodotto”. 

Sono anche in programma 6 eventi; quattro permetteranno al territorio di presentare le proprie particolarità in campo risicolo con interviste e intrattenimenti: una serata sarà dedicata ad Alessandria e Novara; una a Pavia, una a Vercelli e Biella, una a Mantova, Oristano e Verona. Le altre due serate saranno una organizzata dall’Ente Nazionale Risi ed un’altra, conclusiva, collettiva per l’Ente stesso ed i territori.

Gli eventi spazieranno su tutte le tematiche della filiera, dalla produzione al mercato, dalla coltura alla cultura risicola, dalla storia alla tradizione, dalla ricerca alla riscoperta delle varietà storiche. Le serate comprenderanno la degustazione di piatti di riso e risotti cucinati da vari chef e saranno dedicate in modo particolare al mondo della comunicazione. 

photo credits to accademiaitalianacucina.it