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Itinerari e produzione alimentare: Grado, l’isola del sole

11/07/2011 | Agricoltura
Il capoluogo si trova sull'isola maggiore ed è diviso in varie zone e rioni: tra tutti il più caratteristico è Gravo vecio (la città antica racchiusa dal perimetro del castrum).

GRADO (GORIZIA) - Sospesa tra la terra e il mare, conosciuta col nome di “Isola d’oro”, per la sua sabbia finissima baciata dal sole, Grado, tra le cittadine marittime italiane più ricche di storia, sorge in mezzo alla più settentrionale delle lagune dell’Adriatico.

Il territorio del comune si estende tra la laguna omonima, la foce dell'Isonzo e il mar Adriatico. La laguna comprende circa 30 isole e copre una superficie di circa 90 chilometri quadri: di queste l’isola maggiore, l’isola della Schiusa, collegata a Grado con due ponti, e l’isola di Barbana sono quelle più popolose. Il capoluogo si trova sull'isola maggiore ed è diviso in varie zone e rioni: tra tutti il più caratteristico è Gravo vecio (la città antica racchiusa dal perimetro del castrum). Nelle piazzette e nelle calli del centro della cittadina, si respira la storia di quella che molti conoscono come la madre di Venezia, in quanto Grado nacque in epoca romana come importante porto in funzione accessoria al sistema portuale di Aquileia. Il centro storico è infatti un pittoresco labirinto di calli e campielli, mentre la città moderna presenta eleganti palazzi e moderni impianti turistici e il suggestivo lungomare che spalanca lo sguardo verso tutta la riviera di Trieste e la costa dell’Istria. Di origine romana, Grado (gradus, scalo) nasce come porto per le navi che risalivano il corso del fiume Natissa verso Aquileia, allora la capitale augustea della X regio “Venetia et Istria”, sede patriarcale dall’XI al XV secolo e oggi il più importante sito archeologico dell'Italia settentrionale oltre che patrimonio dell’Unesco.

Già agli inizi del Novecento, personalità come Freud e Pirandello e, in epoca più recente, il regista Pasolini e la soprano Maria Callas sono stati ospiti di questa cittadina, vera perla dell'Adriatico. Grado, oltre ad essere ricca di storia, è così ricca di sapori, piatti tipici e prelibate verdure tanto che la si potrebbe raccontare attraverso la sua tradizione enogastronomica.

Infatti originariamente era una cucina piuttosto povera, visto l’isolamento della città e la difficoltà a intrattenere scambi commerciali, per questo motivo il consumo di carne a Grado era raro, limitato ai pochi animali domestici e all’occasionale caccia degli uccelli migratori che sostavano in laguna; di conseguenza l’alimentazione dei gradesi era quasi totalmente basata sui prodotti che offriva la pesca locale ed in particolare la pesca lagunare.La laguna quindi rappresenta la ricchezza principale a cui attinge la cultura culinaria gradese, è quindi il pesce azzurro il protagonista della tavola: a detta degli intenditori è in questa area dell’Adriatico che il pescato è il più saporito.

Alici, comunemente chiamate “sardoni”, sardine, qui “sardelle”, sgombri, papaline, suri, aguglie, volpine, cefali, lanzardi, palamiti e, addirittura, tonni sono all’origine della varietà della cucina locale. Tra le novità ricettive, è in fase di completamento il primo albergo diffuso realizzato in ambiente lagunare d’Europa della laguna di Grado. L’albergo comprende 16mila ettari di mare e terra che va dalla foce dell’Isonzo e l’isola di Porto Buso, all’interno dei quali sorge la Riserva della Valle Cavanata, ampia valle da pesca, dichiarata zona umida di valore internazionale per le 260 specie di volatili migratori che vi nidificano: il posto ideale per gli appassionati di birdwatching. A pochi chilometri da questa Riserva sorge quella naturale della Foce dell’Isonzo, comprendente i 15 chilometri finali del fiume.

La riserva è visitabile a piedi, in bici o in groppa ai possenti cavalli Camargue, particolarmente adatti a vivere in zone umide. Vivere in laguna per alcuni giorni riporta in dietro nel tempo, a circa un secolo fa, quando la vita degli abitanti di Grado si svolgeva nelle 200 isole della sua laguna, e nei Casoni, le abitazioni umili, interamente costruite con materiali reperibili in laguna come il legno, il fango e la canna lacustre, utilizzate come riparo dai pescatori. Oggi i casoni rappresentano una preziosa testimonianza della vita dei pescatori e ci raccontano molto del loro rapporto con la laguna e del rispetto che questi artigiani del mare avevano per gli equilibri naturali. Una laguna da esplorare anche sulle due ruote grazie ai cinque chilometri di pista ciclabile che da oggi completano la pista ciclabile lagunare più lunga d’Europa e che, quando sarà conclusa, collegherà Grado all’Austria.

La pista permette di pedalare fiancheggiando il mare e alla spiaggia, incontrando lungo il percorso una vasta varietà di vegetazione e fauna autoctona. Una pista che per certi versi può considerarsi “benedetta” in quanto collega Grado al patriarcato di Aquileia lambiti dallo sguardo della Madonna dell’isola di Barbana. Già rinomata stazione balneare alla fine dell’800, l’isola di Grado è una delle località turistiche più antiche dell’Alto Adriatico. Binomio inscindibile tra mare e storia, Grado sfodera il fascino speciale di un luogo che conserva un patrimonio ricco e variegato: oltre alle bellezze incontaminate della sua Laguna e delle Riserve naturali, “l’Isola del sole” sfoggia una lunghissima spiaggia di sabbia finissima interamente rivolta verso sud, e per questo costantemente assolata, dove sventola per il 22° anno consecutivo l’inconfondibile Bandiera Blu.

Un particolare microclima che non fa mai mancare il sole sulla sua costa, un mare pulito e dei fondali bassi la rendono una meta perfetta per una vacanza con i bambini. Ma non solo, per chi desidera concedersi un po’ di sano relax qui trova uno dei più importanti stabilimenti termali italiani, un vero gioiello del benessere che si completa con il parco termale acquatico, composto da una piscina ergonomica di 85 metri dotata di idromassaggio, cascate d’acqua, vasche termali, trampolini e giochi. Vera chicca per gli amanti dello sport all’aria aperta e del turismo slow, sono i lunghi percorsi di piste ciclopedonali che conducono alla scoperta dei luoghi e dei sapori tipici dell’enogastronomia locale. E ancora, una qualificata ricettività alberghiera ed extra alberghiera (hotel, residence, appartamenti, campeggi d’avanguardia e casoni) contribuisce a renderla una meta turistica particolarmente apprezzabile durante tutto il tempo dell’anno.

Autore: Pierino Vago