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Kiwi, calo della produzione

21/10/2019 | Agricoltura
Tra grandine e cimice asiatica, i problemi dell'actinidia

Tempi molto difficili per il kiwi. Il dato è emerso in una conferenza organizzata dalla Camera di Commercio di Verona, per divulgare i dati sulle stime sul kiwi. La produzione italiana commerciabile, per il 2019, unendo la varietà verde e la nuova varietà gialla, sarà di 371.225 tonnellate, -6% rispetto al 2018. Il Centro servizi ortofrutticoli  registra un calo delle superfici coltivate di oltre il 10%, dovuto prevalentemente all'abbattimento delle piante colpite dalla moria. E' stata inoltre segnalata la presenza di danni da grandine, qualche caso di batteriosi (Psa) e la presenza della cimice.

Ed in tutto questo bisogna porre attenzione alla Grecia che denota un livello elevato di produzione come quello dello scorso anno e il periodo di commercializzazione dei Paesi dell'Emisfero meridionale è più limitato; per il Cile le spedizioni in Europa sono già terminate, mentre per la Nuova Zelanda, forte competitor del prodotto italiano, la fine della commercializzazione in Europa è prevista per metà novembre.

Il più grande problema è probabilmente costituito  della cimici; si attende il via libera del ministero dell'Ambiente che deve emanare le linee guida per l'impiego della vespa samurai, nemica naturale dell'insetto. Esperimenti in Emilia Romagna sui frutteti di pero hanno dimostrato che la chiusura degli impianti con le reti antigrandine già a fine maggio, con due trattamenti prima della chiusura e due dopo, ha un'efficacia del 93% rispetto alla coltura scoperta con una decina di trattamenti.