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L'economia green che crea occupazione

06/11/2014 | Ambiente
Di qui al 2020 in Europa si creeranno 20 milioni di posti di lavoro verdi

Tre imprese italiane su dieci hanno sviluppato un'innovazione e il 18,8% ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013. Sono i risultati dei "lavori verdi", i green jobs degli italiani giunti ormai a 3 milioni. I dati sono contenuti in GreenItaly 2014, rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere.

E dentro c'è di tutto, dai settori più tradizionali a quelli hi-tech, dall'agroalimentare all'edilizia, dalla manifattura alla chimica, dall'energia ai rifiuti. In tutto 341.500 aziende dell'industria e dei servizi che hanno investito negli ultimi 5 anni. Nel 2014 le aziende italiane dell'industria e dei servizi hanno programmato di assumere 50.700 figure professionali green e 183.300 figure con competenze ambientali. Sommate danno ben 234mila assunzioni, il 61% del totale previsto.

Di qui al 2020, per dirla con Bruxelles, si creeranno 20 milioni di posti di lavoro verdi: il 70% di tutte le assunzioni previste dalle aziende nel 2014 e destinate ad attività di ricerca e sviluppo sarà coperto da green jobs (nel 2013 era il 61,2%). Quali sono i mestieri verdi con più futuro? Si va dal risk manager al green copywriter, dalla guida naturalistica all'esperto di bonifiche, dall'agronomo che seleziona le specie resistenti al cambiamento climatico, passando per tutti i settori.

Esistono, poi, parecchi settori che non nascono green ma lo diventano col tempo, come la chimica. L'agricoltura osserva l'impetuosa ed inarrestabile crescita del biologico. La gestione dei rifiuti ha bisogno di saper gestire il passaggio dalla discarica al riciclo. "La migliore risposta alla crisi per l'Italia è puntare su innovazione, qualità, bellezza e green economy ", propone Ermete Realacci, presidente di Symbola.

Capacità di essere protagonisti nella competizione globale e investimenti green viaggiano di conserva: l'Italia avanza nei settori in cui innovazione e attenzione all'ambiente predominano. Dal 2008 il fatturato estero della nostra manifattura è cresciuto più di quello tedesco: 16,5% contro 11,6%. "Questi numeri indicano in che senso la green economy sia un'opportunità per le imprese", chiosa Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere.