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L'Europa non ha più il miele

11/10/2019 | Agricoltura
Il 2019 è l'anno peggiore per la produzione continentale

Le api in Europa hanno vita dura da almeno 10 anni, per via dei neonicotinoidi, prodotti chimici usati per la concia del mais. Ma il 2019 è un anno nero anche per via del caldo, dovuto ai cambiamenti climatici.

Italia, calo del 41%

In tutta Europa, ma in particolare in Francia e in Italia, il settore ha avuto i peggiori raccolti della storia. Nel nostro paese, si parla di un calo del 41% rispetto al 2018. Con un calo dei ricavi previsto di 73 milioni di euro. Mentre in Francia, quella in corso sarà la peggiore annata di sempre, con meno di novemila tonnellate raccolte. Cioè un quarto di quanto si raggiungeva abitualmente negli anni Novanta.

Il 2019 è stato caratterizzato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un giugno bollente ed un mese di luglio segnato da tempeste e temporali con in media più di 10 grandinate violente al giorno e ben 9 trombe d’aria, sulla base della Banca dati europea sugli eventi estremi Eswd. La sofferenza delle api è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura.

In Italia sono state infatti registrate centinaia di eventi meteorologici estremi: in crescita del 56 per cento rispetto al 2018. Allo stesso modo, in Romania – maggiore produttore europeo – si prevede un raccolto alla fine del 2019 inferiore rispetto alla media degli ultimi anni (che è stata pari a 25mila tonnellate).