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Mare protagonista al convegno sulla tutela della biodiversità marina

19/12/2012 | Ambiente
Un interessante momento di arricchimento sulla conoscenza del mare e della biodiversità marina a Portoferraio.

Un interessante momento di arricchimento sulla conoscenza del mare e della biodiversità marina con ospiti molto qualificati offerto dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano quello alla De Laugier di Portoferraio. In platea molti appassionati di mare, guide ambientali, operatori del settore, specialisti e ricercatori. Nel corso dell’iniziativa è stato trasmesso un filmato realizzato con estratti della webcam su Berto, il pulcino di una coppia di berte maggiori (Calonectris diomedea) che nidifica a Pianosa, isola dell’Arcipelago Toscano.

Le immagini hanno documentato Berto piccolo, nutrito dalla madre, attaccato da un rettile, in compagnia dei genitori e poi cresciuto e pronto per il suo primo volo. Berto ha lasciato il nido lo scorso novembre. Sono stati inoltre presentati alcuni risultati di uno studio su specie e habitat marini protetti, realizzato dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano nell’ambito del progetto Corem-Cooperazione delle Reti ecologiche nel Mediterraneo.

Il progetto, da circa 6 milioni di euro, è cofinanziato dall’Unione europea con il Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia "Marittimo" e vede il coinvolgimento di ben 28 partner, istituzioni pubbliche e private della Toscana, Liguria, Sardegna e Corsica. Lo studio del mare, il monitoraggio delle specie e comunità rare o minacciate, l’ampliamento delle conoscenze sulle zone a maggior biodiversità costituiscono solide basi per lo sviluppo di un modello appropriato di gestione e tutela delle aree marine protette e della Rete Natura 2000. Obiettivo dello studio è la realizzazione di un data-base contenente informazioni sulle biocenosi di maggior interesse dell’Arcipelago Toscano, che, unitamente ai dati Biomart, potranno essere utilizzati dalle istituzioni che svolgono un ruolo attivo nella programmazione di azioni di tutela del sistema marino.

Il seminario è stato organizzato in due sessioni: la mattina su tematiche relative agli "Hot spot" di biodiversità nell’Arcipelago Toscano e nel litorale toscano, agli indicatori di buono stato ambientale e al monitoraggio delle biocenosi di elevata importanza conservazionistica. Sono intervenuti ricercatori e tecnici afferenti ai diverse atenei toscani ed enti di protezione ambientale. Nel pomeriggio gli argomenti hanno riguardato le aree protette marine e la Rete Natura 2000 in Mediterraneo, con esperienze di gestione a confronto.

In particolare sugli aspetti gestionali e sulla governance delle aree protette a mare, con relatori afferenti ad istituzioni per la tutela ambientale e enti gestori di aree marine protette. Nella prima parte della mattina, dopo l’introduzione del presidente del Parco Sammuri e il saluto dell’assessore Rizzoli del Comune di Portoferraio e del comandante della Capitaneria di porto Andrea Santini, hanno preso il via gli interventi scientifici aperti con un intervento di Leonardo Tunesi (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che ha presentato gli indicatori di qualità ambientale e il monitoraggio delle biocenosi di elevata importanza conservazionistica in particolare la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.

Tunesi ha moderato la prima parte della mattinata. Sono poi intervenuti: Francesca Giannini (Pnat), che ha illustrato il progetto Corem; Lisandro Benedetti Cecchi (Università di Pisa), con una relazione sui popolamenti di costa rocciosa dell’Arcipelago Toscano: struttura, diversità e conservazione; Laura Tamburello (Università di Pisa), la quale ha illustrato la realizzazione di un database sulla biodiversità marina nel parco dell’Arcipelago Toscano; Fabrizio Serena (Arpat), che si è soffermato sul progetto Corem, in particolare sul contributo di indagine e informativo di Arpat; Paolo Sartor (Cibm - Livorno) con una relazione sulle aree di nursery: habitat essenziali per le risorse ittiche e strategici per la gestione della pesca, identificazione di aree di persistenza per le reclute di specie demersali dei mari toscani”; Cecilia Volpi (Università di Firenze), la quale ha parlato degli studi preliminari su piccola e media scala di Cystoseira spp. nel piano mesolitorale dell’Arcipelago Toscano; Giovanni Santangelo (Università di Pisa), esperto di coralligeno profondo dell’Arcipelago Toscano; Letizia Marsili (Università di Siena), con una relazione sui cetacei come bioindicatori della qualità ambientale; Paolo Sposimo (Nemo srl), intervenuto su “Le aree di alimentazione degli uccelli marini nell’Arcipelago Toscano: primi dati”: Nella sessione pomeridiana su "Aree protette marine e Rete Natura 2000 in Mediterraneo, esperienze di gestione a confronto" ha moderato gli interventi il presidente del Parco, Giampiero Sammuri.

Gli interventi che hanno fatto seguito sono stati di Paolo Matina (Regione Toscana), che è intervenuto sul ruolo e le azioni della Regione Toscana nella tutela della biodiversità marina; Franca Zanichelli (Pnat) con una relazione su “Custodire la biodiversità nei parchi”; Bruno Meola (Medpan), con la relazione: “Le azioni dell’associazione Medpan: verso una rete di aree marine protette completa, adeguatamente gestita ed ecologicamente rappresentativa”; Jean Marie Dominici (Riserva marina della Scandola - Corsica), la quale ha parlato della gestione della Riserva naturale della Standola; Alfonso Ramos Esplà (Università di Alicante), testimonianza sull’organizzazione e sulla gestione delle aree marine protette del Mediterraneo spagnolo; Augusto Navone (Amp di Tavolara Punta Coda Cavallo), con la relazione “Impatti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità marina in Mediterraneo: il caso dell’area marina protetta Tavolara Punta Coda Cavallo”; Giorgio Fanciulli (Amp di Portofino), soffermatosi sull’Area marina protetta di Portofino: fruizione e tutela.