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Molise, arriva il piano investimenti filiera avicola

02/03/2018 | Realtà locali
Rilancio della filiera avicola molisana grazie ad Amadori

Illustrato il piano di rilancio della filiera avicola molisana dall’azienda Amadori, a conferma dei suoi piani per dare nuovo corso al complesso “ex GAM" di Bojano (Campobasso).

Dopo l’incontro al MISE dello scorso 13 febbraio con i rappresentanti del Ministero, della Regione e dei sindacali locali, l’azienda ha voluto ribadire i propri impegni volti a creare una filiera dedicata al pollo di alta qualità in Molise, da realizzarsi attraverso un piano d’investimenti per oltre 45 milioni di euro, che include l’acquisizione del complesso tramite la controllata Società Agricola Vicentina, la sua ristrutturazione e riqualificazione.

Gli investimenti riguardano l’incubatoio, lo stabilimento di trasformazione e gli allevamenti, che saranno inseriti nella filiera integrata Amadori, formata da oltre 800 allevamenti su tutto il territorio nazionale.

“L’azienda ha scelto di sviluppare sempre di più la sua filiera avicola premium investendo in particolare nel centro e nel sud Italia” - hanno dichiarato Francesco Berti e Mauro Masini, rispettivamente Direttore Centrale Amministrazione e Finanza, Controllo e Affari Societari e Direttore Centrale Operations di Amadori.

“Questo impegno riflette la strategia aziendale orientata verso una produzione made in Italy di alta qualità, in linea col nuovo piano industriale 2018 - 2022, che ha come obiettivo quello di trasformare Amadori in una food company dal respiro internazionale”.

I dirigenti dell’azienda hanno confermato che il nuovo incubatoio riaprirà entro il prossimo novembre per impiegare i primi 30 lavoratori attualmente in cassa integrazione: un numero destinato a raddoppiare una volta che l’incubatoio sarà a completo regime. Il macello e la sala taglio dedicati alle prime e seconde lavorazioni riassorbiranno non meno di 100 addetti, sempre fra coloro che sono tuttora in cassa integrazione.

La riattivazione dell’impianto produttivo sarà cofinanziata al 40% dal MISE e dalla Regione, attraverso il contratto di sviluppo la cui domanda è stata presentata negli scorsi giorni dall’azienda a Invitalia. Dopo la presentazione dell’istanza, si stimano circa 10 mesi per la stipula del contratto. Saranno poi necessari 36 mesi per la completa ristrutturazione e riqualificazione, come indicato nell’intesa firmata il 28 febbraio 2017 a Roma.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha ribadito la propria volontà di rispettare questa tabella di marcia, confidando nel proseguimento di un positivo e costruttivo rapporto con le istituzioni e le parti sociali del territorio, perché il piano giunga alla completa esecuzione nei termini stabiliti.