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Niente più incentivi al fotovoltaico agricolo

30/01/2012 | Energia
Cambia l'impostazione del fotovoltaico in Italia: non più incentivi indiscriminati, ma solo per impianti che liberano le terre coltivabili.

Il decreto legge sulle liberalizzazioni contiene nel capitolo degli interventi al settore agricolo il blocco dei finanziamenti che incentivano il fotovoltaico con l’istallazione di pannelli sui terreni agricoli.

La norma vieta l’accesso al sistema degli incentivi statali– di cui al D.Lgs n. 28 del 3 marzo 2011-per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati su terreni agricoli, facendo salve le autorizzazioni in corso. Al contempo vengono innalzati gli incentivi per gli impianti fotovoltaici costruiti sulle serre, ora equiparati a quelli realizzati su edifici”.

In questo caso, la decisione del legislatore sarebbe volta ad offrire un contributo per aumentare le risorse a favore delle aziende agricole per lo sviluppo di attività in serra, così da aumentarne competitività e crescita e nel contempo assicurare un corretto utilizzo dei terreni agricoli.

Pertanto con questa misura si impedisce di fatto che altri terreni agricoli siano sottratti alla loro destinazione per la produzione alimentare. Il provvedimento è da collegare con ogni probabilità al crescente interesse degli agricoltori a destinare i terreni all’impianto di pannelli fotovoltaici sottraendo i terreni stessi alla loro naturale vocazione.

Secondo il Rapporto Statistico 2010 pubblicato dal Gestore dei servizi energetici – GSE, il fotovoltaico ha avuto negli ultimi anni una forte crescita sia in termini numerici che di potenza. Gli impianti si sono quintuplicati dal 2007 al 2008, sono più che raddoppiati nel 2010 rispetto al 2009 con una produzione triplicata. Al 31 dicembre 2010, si contavano 155.977 impianti fotovoltaici installati con potenza efficiente lorda pari a3.469,9 MW.

A prevalere, gli impianti di grandi dimensioni che hanno raggiunto nel 2010 i 22,2 kW medi per impianto. In particolare al sud, la Puglia in testa, sono localizzate le strutture più grandi; a seguire Marche, Molise e Basilicata.

Il dato assume ancora più rilievo per il fatto che a livello nazionale, sempre dal rapporto GSE, il 48% della potenza installata è da impianti a terra, quindi non integrati; il 22% da strutture parzialmente integrate ed il 30% da impianti integrati. Nelle Regioni del centro sud una parte molto consistente degli impianti è installata è a terra; conduce ancora una volta la Puglia (87%), seguita da Lazio (67%) e Basilicata (66%).