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Il progetto orti urbani

13/05/2013 | Agricoltura
Si vuole così sottrarre aree verdi all'abusivismo edilizio e alla speculazione, riducendo l'inquinamento ambientale.

Anci, Res Tipica e Italia Nostra sottoscrivono un protocollo d'intesa per la promozione del progetto nazionale 'Orti Urbani', rinnovando l'accordo gia' nato nel 2008. L'iniziativa, rivolta sia ad enti pubblici che privati, consente di sottrarre aree verdi all'abusivismo edilizio e alla speculazione, riducendo l'inquinamento ambientale; grazie poi alla creazione di orti e con la diffusione di agricoltura di qualita', rappresenta un importante veicolo di riqualificazione delle aree cittadine.

Questi spazi acquisiscono infatti la connotazione di luoghi urbani verdi contro il degrado, il consumo di territorio, a favore della tutela dell'ambiente. ''Questo accordo ha l'obiettivo - afferma Fabrizio Montepara, Presidente di Res Tipica - di difendere un territorio che viene reinserito nel circolo della produzione, rientrando a tutti gli effetti nella filosofia di promozione degli spazi agricoli comunali. Salvaguardare significa anche valorizzare e rivalutare; la soddisfazione di mangiare frutta e verdura a Km0, coltivata con i propri sforzi fa riscoprire l'artigianato dell'agricoltura, vecchi mestieri dimenticati. Lavorare un orto e' una vera e propria rivalutazione sociale''.

Sulla stessa scia anche Marco Parini, presidente Italia Nostra Onlus, che sottolinea come questo progetto restituisca alle aree verdi della citta' un corrispettivo sociale: ''Attraverso la coltivazione della terra ritornano ad essere protagoniste alcune figure che sono state a lungo delle comparse nella societa', come i pensionati. Inoltre questa attivita' rende una sorta di spiritualita' e di legame con la terra, che sono andati persi col tempo''.

Al progetto 'Orti Urbani' hanno gia' aderito i Comuni di Roma, Perugia, Torino, Genova, Savona, Padova, Ostuni, Favara, Foligno, Bevagna, Amelia, Trevi, Marsciano, Sant'Anatolia di Narco.