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“Orti Trieste”: progetto per promuovere l’orti-coltura urbana

30/01/2013 | Realtà locali
Gli orti urbani per recuperare aree degradate e socialità.

Diffondere la cultura degli “orti in città” con azioni concrete, coinvolgendo e informando i cittadini nei processi di gestione e valorizzazione del bene pubblico attraverso un lavoro di rete e di collaborazione corale. E’ quanto sta facendo la città di Trieste con un apposito progetto.

Un percorso lungo un anno che ha portato nei fatti al recupero di aree verdi pubbliche degradate, inutilizzate e abbandonate facendole diventare orti urbani. Un importante valore aggiunto per la comunità, soprattutto in questi tempi di crisi, che ha riscontrato grande adesione e consenso da parte dei cittadini, non solo per l’ attualità del tema, ma anche perché stimolo alla coesione sociale tra le persone.

Dopo la positiva prima fase di sperimentazione – effettuata in Strada di Fiume, nell’area individuata e messa a disposizione dal Comune ai cittadini che ne hanno fatto richiesta tramite apposito bando (quattordici lotti da 60 metri quadrati, utilizzati da due associazioni, sette famiglie e cinque pensionati) - l’amministrazione comunale intende proseguire su tale strada, lanciando nuove iniziative e progetti che avranno lo scopo di mettere sempre più in risalto a Trieste, alla stregua di altre importanti città europee, la “cultura dell’orto” e il “gesto antico” di lavorare la terra, quale importante e utile risorsa, affinché famiglie, scolari, pensionati, apprendano i meccanismi e le regole di approccio alla coltivazione.

Un’attività che valorizza l’ambiente, che impegna il corpo, la mente, ricrea le persone, che impara a mangiare cibo sano biologico, con finalità di aggregazione sociale. Un vero laboratorio di idee e di esperienze. Tutto ciò è stato sottolineato all’unisono dagli assessori alla Pianificazione urbana, all’Educazione, all’Ambiente, ai Lavori pubblici e alla Protezione sociale intervenuti alla presentazione delle nuove iniziative e del portale web, quale ulteriore innovativo passo avanti nell’attività di promozione dell’orti-coltura urbana, come l’ha definita l’assessore alla Pianificazione, capofila del progetto complessivo che ha preso vita appunto un anno fa.

Erano presenti anche il presidente dell’associazione Bioest, Tiziana Cimolai, tra i principali promotori, numerosi funzionari e collaboratori comunali al progetto, tra i quali Anna Nisi, Alberto Mian, Tiziana Oselladore, il direttore dei Civici Musei Scientifici Nicola Bressi. La realizzazione del sito web è un importante strumento – è stato rilevato – per agevolare la comunicazione tra amministrazione e cittadini e che costituisce un passaggio importante nel processo di crescita di “Orti Trieste”. Un vero e proprio portale, all’interno del quale chiunque sia interessato può trovare tutte le informazioni utili per partecipare attivamente al progetto e tutte le iniziative già messe in atto o in programma.

Vi si può accedere mediante il sito retecivica.trieste.it o direttamente all’indirizzo www.ortitrieste.itNella sezione “Appuntamenti e news” del portale verrà riportato il calendario delle tante iniziative in corso di organizzazione, con particolare riguardo ai corsi di formazione aperti a scuole e orticoltori. In sinergia con le attività già promosse dall'assessorato alla Cultura negli ambiti del Museo Civico di Storia Naturale e del Civico Orto Botanico, a partire dalla primavera del 2013, si prevede infatti l'organizzazione di cicli di incontri e seminari teorici e pratici.

Tali incontri saranno tenuti da esperti dei Musei Scientifici Comunali e del Servizio Verde Pubblico e riguarderanno: orto sociale urbano - organizzare lo spazio, fasi realizzative, regole e socialità; orto a fine inverno – attività di preparazione e dimostrazioni pratiche; orto e arte; quale agricoltura per il nostro orto? Agricoltura sostenibile e biologica (a cura del Servizio Verde Pubblico); l'orto ecologico: tecniche di conduzione, irrigazione e compostaggio; riproduzione e moltiplicazione delle piante; passeggiata matematica; patologie della pelle indotte e scatenate dal contatto con piante; l'orto degli animali: dalle lumache ai pipistrelli, alleati e avversari fra le verdure (a cura dei Musei Scientifici Comunali).

Dalla sezione “Orti ed educazione” del portale si può accedere a informazioni e materiali relativi alle attività educative già avviate da settembre 2012 con il progetto “Orto in condotta” di Slow Food, coordinato dal Servizio Educazione, Università e Ricerca del Comune di Trieste. Si tratta di un progetto che prevede la costruzione di un orto a scuola, attraverso la collaborazione dell’intera comunità scolastica: gli insegnanti, in primis, i genitori e le famiglie, e quindi l’intero quartiere, con l’obiettivo di trasmettere alle giovani generazioni i saperi legati cultura del cibo e alla salvaguardia dell'ambiente. Il progetto triennale vedrà l’attivazione, con quest’anno scolastico, di quattordici orti in molte zone della città, coinvolgendo sia il centro sia le periferie. Attorno ai quattordici orti ruotano tipologie di scuole molto variegate: 45 strutture educative/scolastiche: nidi comunali e privati, scuole dell’infanzia comunali e statali, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado e ricreatori; l’Istituto per gli Anziani ITIS; circa 1000 bambini e ragazzi coinvolti, con 80 insegnanti ed educatori. Aspetto rilevante è la sinergia con Slow Food che offre il suo know how, soprattutto curando direttamente un percorso formativo sui tre anni rivolto agli insegnanti

. Per tutti i principali servizi dell'Area città e territorio del Comune di Trieste la creazione di orti sociali urbani è stata assunta come un'occasione concreta e fattibile (anche dal punto di vista economico, in un momento di crisi come quello attuale) per riqualificare e restituire all'uso collettivo aree degradate e parzialmente inutilizzate. Coerentemente a questi obiettivi, nel corso del 2012 sono state concretamente attivate le prime iniziative, animate dall'intento di riqualificare l’utilizzo di alcuni terreni patrimoniali di proprietà del Comune, dando loro valore di luoghi urbani verdi di qualità, contro il degrado, il consumo di territorio e per la tutela dell’ambiente; favorire la socialità e la partecipazione dei cittadini, con particolare riguardo alla popolazione anziana e alle famiglie; favorire il recupero della manualità nelle attività connesse agli orti; favorire la cultura della cura degli spazi verdi urbani tra i cittadini, anche attraverso progetti integrati con scuole, associazioni, cooperative sociali; sostenere le iniziative di terzi che promuovano l’interesse della comunità su queste tematiche.

Nello specifico, si tratta della sperimentazione dei primi quattordici orti sociali urbani in Strada di Fiume (dal sito si può scaricare il diario di questa intensa esperienza di collaborazione e socializzazione attraverso la pratica dell’orto). Ulteriori azioni riguardano la revisione degli strumenti della pianificazione urbanistica (PRGC) e della regolamentazione degli spazi verdi (è in corso di redazione un nuovo Regolamento degli spazi verdi urbani). A tali iniziative strettamente si integra l'adesione del Comune di Trieste, in qualità di partner, al progetto “Urbi et horti”, finanziato dal Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia e promosso da Bioest, Italia Nostra, zuf, Aias, Per non subire, le microaree di Valmaura, Via Grego, Piazzale Giarizzole, Via Soncini e Borgo Zindis di Muggia, Spi Domio, Il comitato pace e convivenza Danilo Dolci, Impronta Muggia, Merrygoround, La Rete di Economia Solidale Fvg, e sviluppato in collaborazione con Aiab – Associazione Italiana Agricoltura Biologica.

Infine “Orto giardino terapeutico” è un progetto sviluppato nelle strutture comunali che ospitano anziani e soggetti con disabilità, con l’obiettivo di creare le condizioni per uno spazio multisensoriale di contatto con la natura e di riavvicinamento al ciclo della vita, secondo le sue stagioni. A oggi il progetto è attivo al Centro per l’anziano di via De Marchesetti e al Centro diurno di via Weiss; è in programma la sua estensione a Casa Capon (Villa Carsia di Opicina).

Le attività di progetto si diversificano rispetto alla tipologia di utenza coinvolta. Due sono le fasi: una prima fase di riscoperta dei saperi di una volta (alcuni ospiti delle case di riposo erano contadini di professione o per hobby, molti provengono da famiglie e realtà che erano contadine, e portano con sé uno scrigno di saperi collegati al mondo naturale); una seconda fase, più fattiva, rivolta alla cura delle piante, alla semina, alla creazione di talee, alla raccolta e trasformazione dei frutti.

A tal fine, nell'ambito delle diverse strutture, sono stati valorizzati e ampliati gli orti già esistenti con vasche di coltivazione sopraelevate (90 cm) per permetterne l’utilizzo agli ospiti in carrozzina; le pratiche di invasamento di fiori e piante aromatiche sono invece svolte anche utilizzando le vasche poste sui balconi delle stanze. Sono inoltre previste attività anche nelle stagioni meno consone allo stare all'esterno. Laboratori artistici e di trasformazione dei “frutti del raccolto” si dedicano alla creazione di composizioni ed erbari, alla raccolta di poesie, racconti, canzoni attinenti all'orticoltura. Grazie al laboratorio di cucina, tali attività si ampliano anche alla preparazione di piatti a base dei frutti del giardino e all'organizzazione di feste a tema sull’uso delle piante aromatiche od orticole. Per tutte le informazioni: www.ortitrieste.it.