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Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, c'è la candidatura all'Unesco

18/07/2013 | Realtà locali
Sostegno ufficiale del Governo alla candidatura dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte a patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

"Questo non è un progetto di un territorio o di una parte politica, sostenerlo è una cosa giusta per l'Italia e quindi deve avere la bandiera italiana". Con queste parole il ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, ha annunciato ad Alba il suo sostegno ufficiale alla candidatura dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte a patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

L'ambito riconoscimento, che farebbe di Langhe, Roero e Monferrato il cinquantesimo sito riconosciuto in Italia, è atteso dopo dieci anni di lavoro sulla candidatura in occasione del 38/o Comitato mondiale dell'Unesco nel giugno 2014 in Qatar. "Parlerò con il ministro Bray - ha detto De Girolamo - per mettere in piedi una squadra bipartisan a sostegno del progetto. Lo dico da donna del PdL, ci sono iniziative che non devono avere bandiere di campanile o di partito. Qui abbiamo l'esempio di come natura e uomo, agricoltura e cultura si possono fondere. Questa candidatura merita tutta l'attenzione del governo italiano".

La candidatura è stata illustrata al ministro in un incontro con gli assessori regionali piemontesi Alberto Cirio e Riccardo Molinari, alla presenza del presidente del Comitato promotore Roberto Cerrato e dei sindaci del territorio. "Siamo grati al governo - ha detto Cirio - che ci presenta quest'anno come unica candidatura italiana. Alcuni studi dimostrano come nei dieci anni successivi al riconoscimento Unesco i territori interessati vedano crescere il turismo da 3 a 6 volte".

"In dieci anni di lavoro sulla candidatura - ha aggiunto Cerrato - il territorio coinvolto è stato ridotto da 33 mila a 10.700 ettari, creando una sorta di grande provincia del vino che si estende dal cuneese verso Asti, Canelli, Nizza Monferrato e il casalese in provincia di Alessandria".