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Pizza, vince ancora la margherita napoletana

17/05/2019 | Visioni
Emerge da un’indagine su un campione rappresentativo di italiani

A quanto pare vince la tradizione, anche sulla pizza. Il  35% degli italiani  la preferisce napoletana rispetto al 26% che invece predilige quella romana, più bassa. La margherita è  ancora la più scelta (35%), ma un crescente successo lo sta acquisendo la diavola che è indicata come preferenza dal 19% dell’intero campione. Anche la capricciosa ottiene grandi consensi: è ordinata dal 19% degli intervistati a livello globale. Emerge da un’indagine su un campione rappresentativo di italiani, realizzata da Demetra e presentata durante la prima edizione di Impronte di pizza - La parola a chi lascia il segno. Dall’analisi di mercato risulta che il 60% dei consumatori mangia la pizza almeno una volta alla settimana e il 15% anche più di una volta alla settimana.  Sono invece 8,3 milioni le pizze sfornate al giorno solo in Italia.

Emerge inoltre che  il 65% degli intervistati sia consapevole dell’importante ruolo svolto dal tempo di lievitazione e dal lievito utilizzato in termini di digeribilità della pizza, anche rispetto agli ingredienti e alla cottura: un dato decisamente interessante se si pensa che la lavorazione della base della pizza è certamente il passaggio meno evidente agli occhi del consumatore. Una consapevolezza certamente ancora più marcata nel Centro-Sud (72%). Grande fortuna continua a riscontrare la farina 00 per la creazione degli impasti (scelta dal 48% degli italiani), ma sta crescendo anche il movimento di chi si orienta verso farine multi-cereali e/o integrali (32%) e chi, anche per questione di intolleranza, sceglie la gluten free (2%). Questo nuovo trend è particolarmente forte in Lombardia dove le farine multi-cereali o integrali ricevono il 37% delle preferenze e molto meno nel Lazio (24%) o in Sicilia (30%) che restano su questo tema più tradizionalisti.

Ciò che realmente desta stupore è la grandissima attenzione dedicata agli ingredienti che compongono la pizza: il 50% definisce “importante” e il 38% “molto importante” poter conoscere l'origine degli ingredienti con cui viene preparata la pizza, sia nell’impasto (farina, lievito) sia nei condimenti: la trasparenza è sempre più richiesta. Il 29% degli intervistati ha dichiarato di preferire pizzerie che utilizzano ingredienti di qualità e il 54% sostiene che, se disponibili, sceglie dal menù pizze guarnite con prodotti Igp/Dop.

Gli italiani hanno imparato a spendere: per questo, per una pizza margherita di livello, il 48% degli intervistati si dichiara disponibile a pagare 6-7 euro, mentre il 18% arriva agli 8-9 euro. Percentuali che ovviamente variano molto da regione a regione: in Sicilia e Calabria solo il 40% spenderebbe 6-7 euro, in Campania e Puglia il 38%.