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A Napoli il presepe degli chef

24/10/2013 | Realtà locali
Il particolare presepe con 27 statuine che hanno i volti dei grandi cuochi della cucina italiana

Realizzato a mano, secondo l’antica tradizione partenopea, il Presepe degli chef si presenta come una sorta di guida gastronomica tridimensionale con 27 statuine che hanno i volti dei grandi cuochi della cucina italiana. La mano inconfondibile della realizzazione è dell’artigiano Marco Ferrigno erede di una famiglia che, dal 1836, firma piccole opere d’arte in terracotta nella celebre strada dei presepi, via San Gregorio Armeno.

Il risultato è un vero e proprio presepe tradizionale d’autore in cui i classici pastori lasciano il posto ai volti noti della cucina italiana ritratti in giubba da cuoco, ciascuno con un dettaglio. Il maestro Ferrigno ha costruito anche le scene: il banco della carne e quello dei formaggi, la vecchia osteria e la cucina, il banco del pesce. Dai veterani dell’alta cucina ai volti nuovi consacrati dalla critica e dalla Tv, il Presepe degli chef fotografa la situazione della ristorazione italiana e dà spazio anche a due super critici del settore: Enzo Vizzari e Stefano Bonilli, entrambi ritratti alla perfezione dal maestro Ferrigno.

La cura dei dettagli, la verve nel dipingere alcuni personaggi, l’ironia e la somiglianza di certe espressioni, fanno del Presepe degli chef un piccolo capolavoro d’artigianato che vuol essere un work in progress:ogni anno infatti, come accade nelle migliori guide gastronomiche, il presepe sarà aggiornato con l’aggiunta o la fuoriuscita di qualche chef. "La bellezza del presepe napoletano contemporaneo - ha detto Maurizio Cortese, ideatore dell'iniziativa - è che dà la possibilità di fare della sana ironia su episodi realmente accaduti. San Gregorio Armeno, la via dei presepi di Napoli, è piena di statuette che rimandano alla più viva attualità. Ricordo quando Gianfranco Vissani dichiarò in televisione che si vergognava di cucinare con il pomodoro e la sdegnata reazione che ne seguì di Alfonso Iaccarino: non potevo non far rappresentare questa storia. Ognuno dei “miei” pastori è raffigurato secondo le sue peculiarità".