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Primavera, il maltempo arreca danni alle colture

03/05/2016 | Agricoltura
Sofferenze soprattutto nell'Italia centrale, cadono le gemme delle vigne.

Il maltempo di questi giorni, con il brusco abbassamento della temperatura e le gelate tardive,  ha distrutto vigneti, colture frutticole e orticole ma anche cereali e legumi colpendo a macchia di leopardo le campagne da nord a sud.

I raccolti, il cui sviluppo è stato anticipato da un inverno che era stato classificato come il terzo più caldo di sempre con temperature superiori di 1,76 gradi rispetto alla media, ne hanno subito le conseguenze.

Se in Val d’Aosta, dove le temperature sono scese fino a 16 gradi sotto lo zero in alta montagna, sono a rischio le gemme dei vigneti più alti d’Europa di Morgex, mentre nel fondovalle si registrano problemi per le piante in fiore, in Campania ad Avellino a rischio è la prossima campagna vinicola dei pregiati Fiano, Greco e Taurasi. I viticoltori sperano che le piante possano reagire attraverso le cosiddette “gemme dormienti”, che potrebbero prendere vita dopo la completa distruzione delle altre.

Ma l’allarme è alto anche nelle campagne d’Abruzzo, a causa delle gelate primaverili su vigneti, colture frutticole e orticole. Aziende agricole aquilane e dell’alto molisano  in difficoltà, per danni ai vigneti ma anche ai germogli degli olivi, mentre nel Lazio a Frosinone si rilevano per il gelo danni ai vigneti di Cabernet nella Valle di Comino e alle orticole nella piana di Cassino e Pontecorvo.

Le temperature notturne che scendono fuori stagione di due o tre gradi sotto lo zero fanno cadere le gemme delle vigne con la conseguente perdita della produzione di uva e quindi di vino. Le piante da frutta si trovano in una fase di ripresa vegetativa particolarmente delicata e sono molto sensibili alle gelate tardive che pregiudicano i raccolti estivi.

Il caldo inverno ha anticipato l’arrivo di molte primizie nei campi che adesso sono state danneggiate dal maltempo. Si tratta degli effetti dei cambiamenti climatici che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi ed intense e un maggiore rischio per gelate tardive con pesanti effetti sull’agricoltura italiana.

Photo credit to il quaderno.it