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Il riparto per i fondi strutturali fino al 2020

20/01/2014 | Agricoltura
Varata la nuova programmazione, cresciuta di 3 miliardi

"Esprimo grande soddisfazione per l'accordo raggiunto con gli Assessori regionali all'Agricoltura e che dovrà essere sottoposto all'approvazione della Conferenza Stato-Regioni, sul riparto dei fondi destinati allo sviluppo rurale per la fase di programmazione 2014 - 2020".

Così il Ministro De Girolamo sull'accordo raggiunto con le Regioni sull'applicazione della Politica agricola comune (PAC) per quanto riguarda il secondo pilastro. Il valore complessivo dei fondi per lo sviluppo rurale è di 20,85 miliardi di euro in sette anni, di cui 18,6 destinati all'attuazione dei programmi regionali e 2,2 miliardi di euro destinati a misure nazionali, nel settore della gestione delle crisi, delle infrastrutture irrigue della biodiversità animale e al finanziamento della nuova rete rurale, come di seguito specificato:

- Rete rurale nazionale € 100.003.534;

- Gestione rischio € 1.640.000.000;

- Biodiversità animale € 200.000.000;

- Piano irriguo € 300.000.000.

Per tener conto della diversa capacità di spesa dimostrata dalle Regioni nel periodo di programmazione 2007 - 2013, la proposta di riparto per il futuro periodo prevede una diversificazione dei tassi di cofinanziamento comunitari, in modo da premiare le Regioni più performanti, come di seguito indicato:

- Cofinanziamento Feasr Regioni Competitività: 43,12%;

- Cofinanziamento Feasr Regioni Transizione: 48,00% ;

- Cofinanziamento Feasr Regioni Convergenza: 60,50%.

Rispetto al periodo 2007 - 2013, i tassi di cofinanziamento si modificano come segue:

Cofinanziamento Feasr 2007 - 2013 2014 - 2020 Differenza Regioni Competitività 44,9% 43,12% -1,78%

Regioni Transizione      44,9%   48,0% +3,10%

Regioni Convergenza   59,3%    60,5% +1,2%

Totale                          50,9% 50,0% -0,90% .

"Si tratta di un risultato di grande rilievo - spiega il Ministro - perché permetterà alle Regioni di avviare al più presto la nuova programmazione e al Ministero di concentrare l'attenzione su misure di grande importanza strategica, come la gestione delle crisi, particolarmente attese dal mondo produttivo, tenuto conto che la riforma della PAC ha di fatto ridimensionato fortemente tutti i precedenti strumenti comunitari utilizzati per la regolazione dei mercati".

"Sono certa che le Regioni sapranno valorizzare al meglio - conclude De Girolamo - le potenzialità offerte dalla nuova programmazione dello sviluppo rurale, la cui dotazione finanziaria complessiva, rispetto al periodo 2007 - 2013, cresce di quasi 3 miliardi di euro per l'intero periodo".