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Raddoppiare la raccolta dei rifiuti elettronici: la sfida parte dall’Italia

01/02/2012 | Ambiente

Il progetto Identis Weee, per la raccolta, lo smaltimento ed il ricilo dei Raee

Raddoppiare la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), assicurare la loro tracciabilità attraverso strumenti tecnologicamente innovativi e favorire il recupero di importanti materie prime seconde.

Sono questi gli obiettivi del progetto europeo “Identis Weee” (Identification determination traceability integrated system for weee) che vede capofila il Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane. Partner sono il consorzio Ecolight (Italia), la Fundaciòn Ecolum (Spagna) e Asociatia Environ (Romania): sistemi collettivi che si occupano della gestione dei rifiuti elettronici.

Il progetto, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma “Life+ politica e governance ambientali”, prevede un investimento di 3,5 milioni di euro ed è patrocinato, tra gli altri, da Anci, Federambiente e Regione Emilia-Romagna.

Sono due le ragioni che connotano “Identis Weee” come progetto unico in Europa. La prima è l’obiettivo di intercettare i rifiuti elettronici, soprattutto i piccoli elettrodomestici e le lampadine a risparmio energetico, con l’uso di cassonetti e altri contenitori “intelligenti”. I Raee sono, infatti, rifiuti speciali e possono essere pericolosi. Devono seguire un preciso percorso di raccolta per evitare la dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti e assicurare il recupero di materie importanti, come plastica, vetro, ferro, alluminio e di metalli preziosi, come tungsteno e palladio, riutilizzabili nei cicli produttivi.

La seconda è la possibilità di tracciare i rifiuti dal loro conferimento fino al recupero o trattamento finale, mettendo in pratica le indicazioni di Strasburgo e creando un sistema innovativo che permette di testare le abitudini dei cittadini, per offrire loro servizi sempre più adeguati. Con questo sistema è anche possibile prevenire l’esportazione illegale dei Raee. Avviato alla fine dell’anno scorso, “Identis Weee” si sviluppa nell’arco di un quadriennio e coinvolge tre nazioni europee. Dopo il lancio, il cronoprogramma prevede tre passaggi. Entro la fine del 2012 saranno introdotti contenitori-prototipi per la raccolta di Raee in alcuni comuni dell’Emilia Romagna: Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo. La sperimentazione avverrà anche nelle zone di Saragozza (Spagna) e Bucarest (Romania). Si tratterà di una quarantina di nuovi contenitori stradali dedicati alla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e di lampade a basso consumo.

Nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati anche nelle stazioni ecologiche e internamente o all’esterno di negozi e centri commerciali. E’ prevista la realizzazione di una stazione mobile, condotta da un operatore, per la raccolta domiciliare di ogni tipo di Raee. Un nuovo sistema informativo, grazie a dispositivi collocati su tutti i contenitori, permetterà di risalire all’utente, determinare l’esatto quantitativo di Raee conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione. Il secondo passaggio è previsto nel biennio 2013-2014, quando avverranno il monitoraggio del sistema e la catalogazione di dati su raccolta e recupero. Ultima fase nel 2015, anno di chiusura del progetto, quando si avrà il quadro completo degli esiti della sperimentazione.

“I rifiuti elettronici rappresentano la vera sfida in campo ambientale - afferma Roberto Barilli, direttore generale del Gruppo Hera. “Abbiamo già ottenuto risultati eccellenti nell’attività di raccolta di questi rifiuti. Ora puntiamo a incrementarne non solo i quantitativi, ma anche la qualità, introducendo soluzioni innovative che garantiranno tracciabilità, identificazione, determinazione quantitativa e monitoraggio di flusso dei Raee. Raddoppiarne la quantità raccolta significa, per l’Emilia-Romagna, raggiungere gli 11 chili all’anno per abitante. Un obiettivo ambizioso per un territorio in cui questo dato ha già superato la media nazionale”.

“L’obiettivo europeo dei quattro chili di Raee per abitante raggiunto dall’Italia nel 2010 non è certamente un traguardo - osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. “Occorre fare di più nell’ambito della raccolta e della sensibilizzazione perché dal recupero di questi rifiuti è possibile ottenere importanti materie prime seconde che possono essere reimmesse nei cicli produttivi con notevoli benefici ambientali. Il progetto ‘Identis Weee’ ci permette di guardare avanti, proiettando l’Italia verso standard più elevati che superano anche la nuova direttiva europea sui Raee”.

Il Gruppo Hera (www.gruppohera.it) opera nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e Pesaro-Urbino e in alcuni comuni della provincia di Firenze. Nel territorio di riferimento il Gruppo serve circa tre milioni di cittadini. Il consorzio Ecolight (www.ecolight.it), costituito nel 2004, è oggi uno dei maggiori consorzi per la gestione dei Raee. Con oltre 1.500 imprese associate, è il primo sistema collettivo in Italia per numero di consorziati e il secondo per quantità di immesso. Il consorzio si occupa della raccolta e trattamento dei rifiuti derivanti da tutte le categorie di Raee, delle pile e degli accumulatori nel corretto adempimento degli obblighi di legge.

Fundaciòn Ecolum (www.ecolum.es) opera invece in Spagna ed è responsabile della gestione dei Raee che provengono dagli apparecchi d’illuminazione. L’attività di Ecolum è nata in seguito alle direttive europee volte a ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti che derivano da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Infine Asociatia Environ (http://environ.ro) è un’organizzazione non governativa e senza scopo di lucro. La sua missione è assumere le responsabilità di produttori e importatori riguardo ai processi di raccolta, trattamento, riciclaggio ed eliminazione ecologicamente sicura delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, in conformità con GD 1037/2010 (recepimento 2002/96/CE) e legislazione complementare.