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Recupero ambientale, dal caffè si ottiene riso

17/05/2016 | Ambiente
Nel 2015 la raccolta di capsule è cresciuta del 10%

A quasi cinque anni dall’avvio in Italia del progetto The Positive Cup, strategia sostenibile di Nespresso che fissa obiettivi ambiziosi in termini di approvvigionamento del caffè e di benessere sociale, utilizzo e recupero dell'alluminio e resistenza al cambiamento climatico, sono positivi i risultati di raccolta, riciclo e recupero delle capsule usate nel nostro Paese.

Nel 2015 la raccolta è cresciuta del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 419 tonnellate di capsule in alluminio conferite dai cittadini presso gli appositi punti di raccolta.

Questo risultato ha consentito un enorme risparmio di materia ed energia e permesso, grazie alla trasformazione in compost del caffè residuo nelle capsule, la produzione di 268 quintali di riso donati a Fondazione Banco Alimentare Onlus, che sono stati recentemente consegnati dall’azienda presso il magazzino del Banco Alimentare della Lombardia a Muggiò (MB).

Il programma, attivo in Italia dal 2011 e rinnovato nel 2014, grazie ad un accordo siglato fra Nespresso, CIAL, Federambiente e il CIC (Consorzio italiano Compostatori), prevede che le capsule riconsegnate dai cittadini in 36 boutique Nespresso e 46 isole ecologiche su tutto il territorio nazionale siano raccolte e trattate per separare l’alluminio e il caffè residuo, avviando i due materiali a distinti processi di valorizzazione:

-  L’alluminio viene riciclato al 100%, consentendo un notevole risparmio di energia e materia fino al 95%, grazie alla collaborazione e il supporto di CIAL, il Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio;

-  Il caffè viene avviato a compostaggio e utilizzato come fertilizzante per un appezzamento di terreno individuato insieme all’Unione Agricoltori di Pavia e destinato a risaia: il riso coltivato viene acquistato da Nespresso e successivamente donato a Banco Alimentare, che a sua volta lo distribuisce a persone in difficoltà sul territorio attraverso gli enti caritativi convenzionati, incluse numerose mense dei poveri.

Un importante progetto di tutela ambientale in grado da un lato di garantire il recupero di risorse importanti, altrimenti destinate allo smaltimento in discarica, e dall’altro di sostenere il Banco Alimentare attraverso un innovativo approccio di economia circolare.

Attualmente sono 48 i Comuni italiani in cui è attivo il progetto, attraverso accordi con le singole pubbliche amministrazioni e/o le società di gestione dei rifiuti urbani che si occupano direttamente del servizio di ritiro delle capsule. Nel 2015 le città che hanno risposto con maggiore partecipazione sono: Milano, Roma, Firenze e Catania.