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Sicurezza alimentare, controlli a rischio

01/10/2019 | Salute
Gli Stati membri fanno sapere che esiste il rischio di non avere organico sufficiente

Il rapporto della Commissione sul funzionamento dei controlli effettuati negli Stati membri per verificare la conformità alla normativa (in materia di mangimi e di alimenti) evidenzia una certa preoccupazione, data la carenza di controllori.

Le relazioni relative ai controlli delle autorità nazionali evidenziano il rispetto della normativa in materia di alimenti e mangimi. Le iniziative volte a migliorare l'efficacia dei controlli ufficiali, dalla riorganizzazione dei servizi al migliore impiego degli strumenti informatici, sono particolarmente incoraggianti e si stanno rivelando essenziali per rispondere alla sfida di promuovere l'efficienza della spesa pubblica.

Ma, oggi, le risorse umane destinate ai controlli sono sempre più limitate e una potenziale ulteriore riduzione rischia di incidere negativamente sui livelli e sulla qualità dei controlli.

La questione è stata affrontata in diverse relazioni nazionali. In alcune si afferma inequivocabilmente che il personale a disposizione è inferiore a quello necessario per garantire l'esecuzione di tutti i controlli richiesti. Altri indicano  che è stato raggiunto un limite oltre il quale ulteriori riduzioni rischiano di compromettere i livelli e/o la qualità dei controlli e la capacità di rispondere alle emergenze. La massimizzazione dell'efficienza è inoltre individuata come chiaro obiettivo della strategia in materia di controlli di un certo numero di Stati membri.

Le relazioni degli Stati membri riportate nella Relazione al parlamento contengono dati che, nel complesso, confermano la tendenza consolidata verso un maggior numero di controlli effettuati in funzione dei rischi. Un chiaro vantaggio offerto dai controlli mirati è la potenziale disponibilità di maggiori risorse da destinare al monitoraggio e all'attuazione e alcune relazioni forniscono dati a sostegno dei progressi compiuti in questo ambito. In tal modo gli Stati membri possono, in primo luogo, concentrarsi soprattutto sul seguito sistematico da dare ai controlli ufficiali e sui problemi posti dall'attuazione e, in secondo luogo, sull'attività di controllo e attuazione riguardante gli operatori che presentano bassi livelli di conformità, migliorando così la sicurezza generale dei prodotti e contribuendo a creare condizioni di parità per tutti gli operatori, anche a favore del buon funzionamento del mercato interno.

I casi di non conformità individuati dagli Stati membri riguardano soprattutto i requisiti di igiene operativa, strutturale o delle apparecchiature, l'analisi dei rischi e dei punti critici di controllo (Haccp), l'etichettatura degli alimenti e dei mangimi, gli additivi negli alimenti e nei mangimi, i registri contabili carenti o inesistenti e la contaminazione microbiologica.

L'identificazione delle cause di questi problemi è limitata, ma in alcuni casi si possono attribuire a un forte avvicendamento del personale degli operatori del settore alimentare e dei mangimi, spesso legato alla bassa retribuzione e che incide sull'uso continuo di buone prassi igieniche, alla mancanza di formazione degli operatori del settore alimentare e/o alla scarsa conoscenza degli obblighi vigenti.