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Tradizioni: Sant’Agata a Catania, rivivono i “torronari”

10/02/2012 | Realtà locali
La festa di Santa Agata, patrimonio mondiale dell'umanità.

La Festa di Sant'Agata, patrimonio mondiale dell’umanità,  è la più importante festa religiosa di Catania.

Si celebra in onore della santa patrona della città etnea. Si svolge tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto. La prima data è quella del martirio della Santa catanese, mentre la data di agosto ricorda il ritorno a Catania delle sue spoglie. Dal 3 al 6 febbraio giungono a Catania circa un milione di persone tra devoti, pellegrini, turisti e curiosi provenienti da tutto il mondo.

Anche quest’anno le strade di Catania sono tornate a colorarsi delle bancarelle dei “torronari”, con il caratteristico profumo di mandorle e miele tostati che promana dai banconi di lavoro che rendono unico il torrone siciliano, una delle specialità della nostra offerta agriculinaria.

Gli uffici dell’Assessorato alle Attività Produttive hanno rilasciato quest’anno ben 98 autorizzazioni amministrative per la regolare attività. Con la vendita del dolce più tipico dell’area etnea, in superfici di vendita autorizzate ad occupare suolo pubblico non superiore ad 8 mq, 12 mq o 18 mq, i “torronari” hanno occupato storicamente le vie del passaggio della Patrona di Catania e in particolare Via Dusmet, Piazza Università, Piazza Cavour, Via Etnea e Piazza Stesicoro.

“I torronari - spiega l’assessore Franz Cannizzo - sono tenuti a rispettare le norme igienico-sanitarie, e quindi devono indossare il cappellino, il grembiule e i guanti e hanno l’obbligo di esporre i prezzi di vendita del torrone e degli altri dolci tipici e a osservare la legge in materia di sicurezza, in particolare per l’uso delle bombole del gas, che per utilizzare devono mostrare con adeguata certificazione di possedere i requisiti previsti in materia”.

Per contenere il fenomeno dell’abusivismo, l’assessorato alle attività produttive d’intesa con la polizia municipale ha disposto controlli tra gli operatori commerciali al fine di prevenire e reprimere violazioni di legge, prima tra tutta quella del rispetto delle norme igienico sanitarie. Una tradizione, insomma, che si sposa sempre più con l’esigenza di salvaguardia e valorizzazione nella legalità e nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza alimentare.