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Uova, gli italiani ne consumano meno

26/09/2016 | Agricoltura
Gli acquisti domestici di uova fresche segnano un lieve cedimento dei volumi

Gli acquisti domestici di uova fresche delle famiglie italiane segnano, nei primi otto mesi dell’anno, un lieve cedimento dei volumi (-1,8%) rispetto all'analogo periodo del 2015.

Il risultato fa notizia perché le uova sono tra i pochi prodotti ad avere un indice di penetrazione negli acquisti degli italiani del 100% (significa che tutte le famiglie sul territorio nazionale almeno una volta all'anno acquistano questo prodotto) e nel 2015, a fronte di una generalizzata tendenza flessiva dei consumi di tutti i prodotti proteici (carni, salumi, formaggi e latticini), proprio le uova erano state le uniche a mostrare una tenuta, seppur su fondo debole, rispetto all'anno precedente (-0,2% del 2015 sul 2014).

Le dinamiche dei diversi segmenti merceologici relative alle uova fresche fanno però segnare tendenze contrapposte tra loro, facendo emergere ancora una volta il ruolo del prezzo e quello della comunicazione come principali driver di acquisto.

In generale solo la metà dei consumatori fa una scelta basata sulla tipologia di allevamento di provenienza (a terra o in gabbia), il restante 50% dei consumatori non è invece in grado di specificare la provenienza delle uova acquistate.

Rispetto alle tendenze dei singoli segmenti, si registra nel 2016 un sostanziale ridimensionamento per le uova allevate a terra(-5,6%) in termini di volume. Questo segmento merceologico rappresenta oltre il 31% delle uova acquistate e nel 2015 aveva segnato una performance positiva (+1,8%). Aumentano gli acquisti di uova di cui il consumatore ignora l'allevamento di provenienza (+4,2%), sintomo questo che incrociato con il precedente fa emergere la minore attenzione dei consumatori nei confronti di questo aspetto. In netta flessione anche gli acquisti di uova vendute sfuse (-13,5), la cui quota sul totale nel 2015 risulta pari al 15%.