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Vendemmia 2018 prevista abbondante

07/08/2018 | Agricoltura
Le stime fanno sperare in aumento produzione

Si stima una raccolta tra i 47 e 49 milioni di ettolitri contro i 42,5 milioni del 2017 per la prossima vendemmia. I dati sono dell'Osservatorio del Vino dell'Unione italiana vini (Uiv) e dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). 

"Dalle prime indagini dell'Osservatorio del Vino - afferma il segretario generale di Uiv Paolo Castelletti - la vendemmia si prospetta più pingue rispetto a quella dello scorso anno. Si può ragionevolmente stimare la produzione in una forbice di 47-49 milioni di ettolitri. Sarà decisivo l'andamento climatico del mese di agosto per determinare volumi e qualità". 

Affermazione rafforzata da quella seguente dei tecnici: "L'Italia inizia quindi la nuova stagione vitivinicola - sostengono gli esperti - da una situazione di leadership di settore avendo mantenuto nel 2017 il primato produttivo mondiale e tenuto a distanza il competitor francese (36 milioni di ettolitri di vino) e quello spagnolo (35,5 milioni di ettolitri). Il risultato finale, sia sul fronte quantitativo che qualitativo di questa stagione, dipenderà dalle prossime settimane e cioè dal periodo subito prima della vendemmia. La regolare maturazione delle uve è condizione necessaria non solo per i volumi ma anche per il raggiungimento del giusto sviluppo del grado zuccherino e quadro acido e aromatico. Da un punto di vista agronomico lo sviluppo dei vigneti, iniziato sotto i migliori auspici, è stato invece condizionato da un clima bizzarro che ha alternato gelate, piogge e umidità. Sarà quindi l'anno in cui la capacità del viticoltore farà la differenza sul risultato finale". 

Uno sguardo ai territori, per capire come siamo messi localmente. L'Osservatorio Vino segnala, ad esempio nel Nord Italia, in Veneto, che i vigneti sembrano "godere di un buono stato di salute" anche se sono stati certificati danni da sporadiche grandinate e da piovosità intermittente. Nel Sud, in Sicilia, la pioggia e grandinate hanno invece "compromesso localmente quantità e qualità delle uve per l'insorgere di peronospora e oidio".