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Viterbo: la Provincia punta sul binomio agricoltura e turismo

28/11/2012 | Realtà locali
Agricoltura e turismo possono rappresentare le chiavi di volta in grado di riattivare il circuito virtuoso dell’economia provinciale.

“Dobbiamo credere nella ripresa. Agricoltura e turismo possono rappresentare le chiavi di volta in grado di riattivare il circuito virtuoso dell’economia provinciale”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore provinciale all’Agricoltura e alle Attività produttive della Provincia di Viterbo, Franco Simeone, intervenendo a Tarquinia ad Agriturist, il Forum nazionale dell’agriturismo incentrato sul tema: “Agricoltura e turismo, motori della ripresa”.

“Non si tratta di un banale slogan – ha spiegato Simeone – ma di un dato di fatto. L’agricoltura, nonostante le difficoltà derivanti dalla crisi in atto, continua a restare il settore trainante dell’economia provinciale. La sopravvivenza e lo sviluppo del comparto agricolo è strettamente collegato alla salvaguardia ed al rilancio delle produzioni tipiche locali. Tutto ciò non può non avere ricadute positive anche sul turismo’’.

‘‘Ambiente, agricoltura e turismo sono le facce di una stessa medaglia e - ha continuato l’assessore - fanno sistema attraverso l’agriturismo. Un settore quest’ultimo cresciuto negli ultimi anni grazie agli investimenti fatti dagli operatori che hanno consentito il recupero e il riutilizzo di immobili rurali abbandonati, la valorizzazione di nuovi prodotti tipici, la realizzazione di strutture culturali come le fattorie didattiche, l’attivazione di piste ciclabili, di percorsi naturalistici, di sentieri ippici ecc. Tutto ciò – ha aggiunto l’assessore - si è tradotto in un incremento delle presenze turistiche con conseguente ritorno in termini economici e di immagine per la nostra provincia”.

Simeone ha poi concluso auspicando una forte sinergia tra istituzioni ed operatori economici per favorire un rilancio dell’agriturismo come volano dell’economia provinciale. “Nella ripresa ci dobbiamo innanzitutto credere perché, pur non avendo la bacchetta magica o la possibilità di fare miracoli, dobbiamo creare le condizioni affinché la crisi non prenda il sopravvento scoraggiando lo spirito d’impresa. Vanno incoraggiati gli sforzi degli operatori e va favorito soprattutto un miglioramento della qualità dei nostri prodotti per rendere il marchio Tuscia sempre più competitivo e attraente sul mercato turistico”.