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Ambiente e alpinismo: il Cai riedita due volumi storici

30/05/2012 | Visioni
Tornano così in libreria dopo tanti anni due volumi storici dell’alpinismo.

Il Club Alpino Italiano presenta due nuove novità editoriali nella collana “I pionieri” che si arricchisce delle ristampe anastatiche dei volumi “Arrampicare” di Marcello Pilati e “Nella catena del Monte Bianco” di Agostino Ferrari.

Tornano così in libreria dopo tanti anni due volumi storici dell’alpinismo che, come tutta la collana, sono rivolti in particolare a quei giovani curiosi di conoscere il substrato storico in cui affonda le radici l’alpinismo. Il volume di Ferrari (1869-1935), medico alpinista torinese, andrebbe letto “un capitolo per volta, per intero e senza interruzione, per immergersi totalmente nell’avventura alpinistica in tutte le sue fasi, rivivere il progetto, l’attesa, l’avvicinamento, l’aria frizzante alla partenza dal rifugio, la fatica e l’incertezza della salita”, come avverte nella presentazione Sandro Costa.

L’opera di Pilati (1906-1943) si arricchisce nell’edizione anastatica con la presentazione firmata dallo storico Riccardo Decarli. Le storie di roccia di Pilati sono ambientate nelle montagne trentine ed ebbero la prefazione del presidente generale Angelo Manaresi con l’invito ai giovani “a leggerle e ad arrampicare coi muscoli e coll’anima, così il Duce vuole!”.

In appendice una corrispondenza per il Corriere della sera dell’autore dal fronte russo dove fu impegnato come tenente del 2° Artiglieria di montagna, Divisione Tridentina, e perse la vita tragicamente, prigioniero dell’Armata rossa, per i maltrattamenti subiti da parte di un connazionale passato al servizio dei sovietici.

“La rivisitazione di testi storici ormai irreperibili sul mercato librario e raramente in quello antiquario – afferma il presidente generale del Club Alpino Italiano, Umberto Martini - non può essere considerato un ripiegamento passatista, bensì recepito come un rilettura in prospettiva storica dei modi diversi in cui le esperienze, nel nostro caso legate alla montagna, venivano considerate ai tempi in cui i contenuti si riferiscono. Per questo, oltre ad assumere un reale interesse per chi vuole conoscere l’evoluzione della letteratura di montagna, questi vecchi libri costituiscono gustosi spaccati a volte intimistici, a volte con valenze sociali più ampie, dei tempi vissuti dai precursori dell’alpinismo”.

I due volumi si aggiungono ai tre della collana “I pionieri” già in libreria: “Il tempo che torna” di Guido Rey (1929), “Pellegrina delle Alpi” (1934) di Ninì Pietrasanta e “I pascoli del sole” (1935) dell’Abate Henry. Il simbolo della collana è la silhouette del giovane e intrepido Georg Winkler (1869-1888), meteora dell’alpinismo tedesco delle origini, a testimonianza della volontà di dedicare queste riedizioni ai giovani che si stanno avvicinando alla montagna e alla sua storia. I due volumi sono ordinabili attraverso il sito Cai.